Salvini, chiude l’hotel che faceva affari d’oro coi profughi: al proprietario rimane nipote nuovo

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Con il crollo degli sbarchi da quando Matteo Salvini è diventato ministro dell’Interno, dal Viminale è partito il piano per contrastare tutta la rete di chi in modo più o meno lecito era riuscito a creare un business sul sistema di accoglienza.

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L’ultimo caso si è registrato a Cosio Valtellino, in provincia di Sondrio, dove l’ex hotel Bellevue potrebbe tornare a svolgere attività di ricezione alberghiera, dopo che si era trasformato di fatto in un centro di accoglienza per immigrati:

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L’albergo non ha più immigrati come ospiti, di recente ha anche cambiato nome in Rezia Valtellina: “Avevamo promesso di stroncare il business dell’accoglienza – ha commentato Salvini – e di offrire protezione solo ai veri profughi: stiamo mantenendo gli impegni anche nella splendida Valtellina dove gli immigrati in accoglienza si sono dimezzati. Dalle parole ai fatti”.

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