Navi Ong in fuga dall’Italia: stiamo vincendo la guerra

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Attualmente nessuna nave di trafficanti umanitari è presente nella zona di caccia tra l’Italia e la Libia.

Diverse imbarcazioni hanno interrotto le proprie operazioni, mentre altre sono trattenute dalle autorità nei porti europei. Altre ancora sono in scalo tecnico o cercano disperatamente una nuova nave per riprendere il traffico.

– All’inizio di agosto 2017, la giustizia italiana ha sequestrato la Iuventa dell’ONG tedesca Jugend Rettet con l’accusa di complicità con i trafficanti libici.

– Dallo sbarco a Malta del giugno 2018, la Lifeline dell’omonima ONG tedesca è bloccata nel porto de La Valletta, dove le autorità contestano la sua situazione amministrativa. Proprio come quelle italiane, ora, quella di Sea Watch 3.

– Stessa situazione che, da gennaio, tiene ferma l’ONG catalana Proactiva Open Arms, dopo la decisione delle autorità spagnole di bloccare l’Open Arms a Barcellona. Nella primavera del 2018, la nave era stata messa sotto sequestro in Italia prima di essere autorizzata a ripartire. La nave è dovuta poi andare diverse volte fino in Spagna per poter far sbarcare il suo carico recuperato in Libia e rifiutato da Malta e dall’Italia. Poi, anche la Spagna si è stufata, e così è finita la pacchia.

– La Sea Watch 3 dell’ONG tedesca è bloccata da venerdì 1 febbraio nel porto di Catania, in Sicilia, su decisione della Guardia Costiera italiana per una serie di diverse “non conformità”. La prossima settimana arrivano gli ispettori olandesi, è molto probabile venga ritirata la bandiera.

Le ONG che insistono:

– L’ONG tedesca Sea Eye, che nel 2018 ha subito diversi blocchi amministrativi per le proprie navi, è ripartita in dicembre al largo della Libia con una nuova nave, la “Professor Albrecht Penck”, che batte bandiera tedesca. Al momento il bottino è magro: 12 clandestini in coppia con Sea Watch. La nave è attualmente sull’isola spagnola di Maiorca e prevede di riprendere il mare tra due settimane grazie ai finanziamenti del Vaticano.

– In Italia, un gruppo di estremisti e politicanti ha lanciato l’Ong Mediterraea con la Mare Jonio, una nave battente bandiera italiana e la cui priorità è di testimoniare della situazione in mare. Perché non è registrata come nave di ‘salvataggio’ e, altrimenti, verrebbe messe sotto sequestro.

– SOS Méditerranée, che noleggiava l’Aquarius, ha annunciato in dicembre di essere alla ricerca di una nuova nave e di una nuova bandiera per poter proseguire le proprie attività. L’ONG aveva assicurato : “Saremo di ritorno ad inizio 2019”. Non sarà così: nessuno dà più bandiere.

– Nell’aria, gli aerei Colibri dell’ONG francese Pilotes Volontaires e Moonbird della Sea Watch pattugliano costantemente il mare per individuare le imbarcazioni col carico prezioso. Ma senza navi, sono inutili. Attualmente in Svizzera per ‘controlli’.

Le navi dei trafficani che hanno rinunciato ufficialmente:

Le principali ONG impegnate al largo delle coste libiche hanno sospeso le loro attività alla fine dell’estate 2017 di fronte alla diminuzione delle partenze dalla Libia e ad un’intensificazione delle minacce da parte della guardia costiera libica che considera le ONG complici degli scafisti.

– L’ONG della multinazionale Moas – la prima ad essersi lanciata nelle operazioni di traffico umanitario nel 2014 e che è arrivata fino ad avere due navi nella zona – ha annusato per prima che non era più aria, e trasferito il business in Bangladesh per traghettare i Rohingya.

– Nello stesso periodo, Medici senza frontiere (MSF) ha messo fine alle attività della Vos Prudence, la più grande imbarcazione privata attiva al largo della Libia con un record di 1500 clandestini traghettati in Italia in una sola volta. E’ sotto inchiesta insieme ad Aquarius per smaltimento di rifiuti illeciti.

– Save the Children ha messo fine alle proprie attività di soccorso della nave Vos Hestia dopo essere finita sotto inchiesta.

– In seguito alle pressioni politiche e privata della propria bandiera, la nave Aquarius dell’ONG SOS Méditerranée, che ha traghettato circa 20.000 clandestini in due anni e mezzo, ha interrotto le sue missioni in dicembre.

Al momento, è Mare Nostrum.




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