Amazon censura i libri di Dugin, pensiero proibito

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Nel giorno in cui lamenta di essere sotto ricatto da parte di un giornale scandalistica americano, in possesso di sue foto in pose imbarazzanti, Jeff Bezos, il deus ex machina di Amazon, mette in evidenza quanto pericolosi per la demograzia siano i monopoli tecnologici.

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Amazon ha infatti tolto la possibilità di acquistare sul suo sito tutti i libri di Aleksandr Dugin, filosofo russo della «quarta teoria politica», definito l’«ideologo di Putin». A darne notizia gli editori italiani, Camilla Scarpa (NovaEuropa Edizioni) e Maurizio Murelli (Aga editrice). Le opere di Dugin tradotte in italiano sono state rimosse perché non rispetterebbero gli standard di Amazon:

Il che fa comprendere che la nuova inquisizione ha i volti dei santoni di Silicon Valley.

Perché in realtà, le opere di Dugin non provengano da nessuno dei Paesi della «lista nera» di Amazon. E poi, che problema ci sarebbe?

Secondo Camilla Scarpa: «Ho curato personalmente la traduzione italiana di Quarta teoria politica, che è il libro più apprezzato e venduto di Dugin. E posso assicurare che il suo contenuto, per quanto “eterodosso”, non contiene assolutamente nulla di eversivo. Ma del resto questo non significa nulla. Dovremmo forse smettere di pubblicare Tecnica del colpo di Stato di Curzio Malaparte? Non diciamo eresie. E comunque, scorrendo la “lista nera” di Amazon, compare anche la Siria. Eppure, non mi risulta che siano stati stralciati i libri di un autore siriano come Khaled Khalifa. Insomma – conclude la Scarpa – qui abbiamo a che fare con una censura bella e buona nei confronti di autore come Dugin che, evidentemente, non è gradito ai gendarmi del politicamente corretto».




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