A processo per un cappuccino con la svastica

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Genova, una classe di Cuneo si ferma in un bar. Uno studente ordina un cappuccino: il barista gliene presenta uno con il latte a forma di svastica.

Invece di riderci su, il professore del ragazzo a cui viene servito il cappuccino “nazista” va a denunciare. Ed è quella denuncia a innescare il processo che, alcuni giorni fa, ha portato il sostituto procuratore Federico Manotti a chiedere il rinvio a giudizio dell’esercente per incitazione all’odio razziale e violazione delle legge Mancino sulla discriminazione razziale. Per un cappuccino.

È da questo episodio che nasce l’indagine. Già, perché i carabinieri indagano. E scoprono altri gravissimi gesti dell’uomo: i vicini stranieri del negozio si trovano di fronte alla saracinesca svastiche disegnate con la farina; passanti extracomunitari e islamici vengono regolarmente insultati e provocati; la bacheca di Facebook dell’uomo è colma di insulti razzisti.

La farina. Insulti e un cappuccino. Delirante.

L’unico reato non di opinione, sarebbe un tentativo di incendiare un gazebo della festa dell’Unità. Questo sì, da perseguire.

Se vi sembra normale che qualcuno finisca a processo per un cappuccino…




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