Sea Watch minaccia: “Pronti a partire in mezz’ora”

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La Sea Watch 3 «è pronta a ripartire nel giro di mezz’ora, «abbiamo fatto una serie di manutenzioni a bordo della nave» in base alle prescrizioni
dalla Guardia Costiera. Da quando è nata «Sea Watch ha superato 22 ispezioni, una ogni 6 mesi», ma da parte dell’Italia c’è un «ostruzionismo» che ha il solo obiettivo di impedire alla nave della Ong tedesca con bandiera olandese di lasciare il porto di Catania e tornare nel Mediterraneo per proseguire nelle operazioni di ricerca e soccorso dei migranti.

Questa la dichiarazione della prezzemolina Giorgia Linardi, portavoce italiana di Sea Watch, nella conferenza stampa tenutasi oggi alla Camera:

Sea Watch: “Controlli superati, siamo pronti a ripartire”

Dopo il blocco deciso dalle autorità spagnola della catalana Open Arms, per gli stessi motivi che hanno portato l’Italia a bloccare la Sea-Watch 3, il Mediterraneo è al momento totalmente libero dalle funesta e funerea presenza di Ong. Infatti dalla Libia non parte più un barcone, e non affoga nessuno.

Ferma a Palermo per manutenzione dopo quella che, senza sprezzo del ridicolo, il giornalista del Sole24Ore Andrea Gagliardi ha definito “intensa attività in mare tra ottobre e dicembre”, e che invece è stata una ridicola crociera alla disperata e inutile ricerca di un barcone purchessia, anche la nave Mare Jonio (battente bandiera italiana e non registrata per il soccorso, quindi sequestrabile non appena lo facesse).

«Speriamo che possa tornare in mare presto, non è vero che nessuno parte più dalla Libia, solo che non si sa» ha detto l’avvocato di Mediterranea Lucia Gennari, che ha aggiunto: «Noi ci muoviamo sia per terra che per mare. Abbiamo incontrato i migranti sbarcati dalla Sea Watch 3 insieme alla deputata Rossella Muroni a Messina».

Davanti a diversi parlamentari di Leu, al radicale Riccardo Magi e al presidente del Pd Matteo Orfini, la portavoce italiana della Ong Giorgia Linardi ha ricostruito gli eventi che hanno portato la Sea Watch3 a Catania: «Tenerci fuori dai porti – ha aggiunto – è stata una chiara volontà politica». Parole ribadite anche dall’avvocato Alessandro Gamberini. «Allo stato – ha detto – sono state fatte alla Sea Watch 3 delle prescrizioni, alle quali interverremo con dei rimedi. Ma la sensazione è che ci troviamo davanti ad un ostruzionismo fatto appositamente per impedire la ripartenza della nave» dal porto di Catania.

Wow, ma siete maledettamente intuitivi. Malta, dopo la chiusura dei porti italiani, che fino ad allora vi aveva concesso di essere utilizzata come base, per non essere la vostra nuova sede di scarico, vi tenne fermi per gli stessi motivi: la burocrazia vi tenne lì, bloccati, oltre 3 mesi. Se noi ci mettiamo d’impegno, perdendo carte, ritardando ispezioni e via andare, possiamo anche tenervi a Catania un po’ di più. Magari il tempo necessario a Zuccaro a trovare le prove di contatti con gli scafisti, attraverso il famigerato Alarm Phone del prete trafficante eritreo.

Intanto, l’ong dei centri sociali chiede soldi:

E si muovono gli uomini di Soros in Parlamento. I soliti Magi, Fratoianni e Orfini vogliono una ‘commissione di inchiesta sui naufragi’. Non hanno vergogna, noi ne vogliamo una che indaghi sui rapporti vostri con Soros. E con la mafia nigeriana. Che state così inconsapevolmente servendo.




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