Scarcerato dopo avere amputato mano a donna, rimpatriato a tempo di record

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Solo 8 anni di carcere per avere amputato la mano ad una donna col machete. Il 26enne Amrinder Singh, nell’estate del 2011, quando aveva 19 anni, aggredì una giovane donna, mamma di due bambini, armato di machete: la colpì alle gambe e alle braccia, procurandole gravi ferite e amputandole la mano.

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Ieri, espiata la pena, è stato scarcerato. Ma grazie alle nuove regole, è stato espulso dal territorio nazionale: messo a disposizione dell’Ufficio immigrazione è stato imbarcato in aereo verso il suo Paese natale.

L’indiano si era intrufolato in casa quando il marito era al lavoro: entrato di soppiatto da una finestra. Il giovane e la donna si conoscevano a malapena, erano vicini di casa nelle campagne di Montichiari.

Dopo il rifiuto della donna, era scattata la brutale aggressione. Lesioni e ferite su tutto il corpo, e una mano mozzata: una scena raccapricciante.

Secondo la locale ‘comunità indiana’ il giovane era un ragazzo modello: studiava al Cfp di Castiglione, spesso aiutava mamma e papà nei campi, facevano entrambi i mandriani per un’azienda agricola locale, perché si sa, se hai gli schiavi non ti serve meccanizzare la produzione.

Peccato le macchine non mozzino le mani delle donne che rifiutano sesso.




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