SeaWatch dichiara guerra: “Dimostrato porti italiani sono aperti”

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Quella che segue è una ammissione di colpevolezza:

La Sea Watch commenta le valutazioni sul suo operato da parte della Procura di Catania auspicando che “le indagini si rivolgano alla lotta al traffico di esseri umani e alla difesa dagli abusi, e non alla società civile che si batte per la difesa della vita in mare”. Non giudica “una vittoria” il fatto che “la nostra condotta non sia stata valutata di rilevanza penale” e sottolinea che “il caso Sea Watch dimostra che i porti italiani non sono chiusi“.

In pratica, come ampiamente detto e dimostrato dalla rotta seguita:

L’obiettivo dei trafficanti umanitari di Sea Watch non era e non è mai stato, salvare vite, quanto, piuttosto, forzare i porti italiani: riaprirli al traffico umanitario.

Risultato che sembrava ottenuto, non fosse stato per il fermo della nave. Che ha di fatto rovesciato tutto: nessuna nave Ong è registrata per quello che intende fare, ergo, nessuna più si arrischierà in acque italiane, se il risultato sarà un fermo potenzialmente molto lungo.

Ma, al di là di questo, è la dichiarazione che conta: sono mossi da motivazioni politiche. Sono il braccio armato di organizzazioni che vogliono mettere in difficoltà il governo italiano. La loro presenza nel Mediterraneo è una dichiarazione di guerra.




2 pensieri su “SeaWatch dichiara guerra: “Dimostrato porti italiani sono aperti””

  1. La Sea Watch come tutte le altre ONG tedesche raccatta migranti non sono altro che gli utili idioti al servizio del governo e degli industriali tedeschi. Lo scopo, il fine è l’importazione di manodopera a basso costo per le fameliche industrie tedesche che non trovando piu dipendenti finanziano gli idioti utili che li vanno a prendere per loro, il tutto viene naturalmente spacciato ai media mondiali come “salvataggo in mare di disperati”, umanità, carità ecc. ecc. Il governo tedesco poi è naturalmente complice essendo infatti contrario a qualunque chiusura di confini sia marini che terrestri peril sopracitato motivo. Non dimenticherò mai quando nell’ ottobre del 2015, si era appena aperta la rotta balcanica d´ immigrazione e Ulrich Grillo l’ allora presidente dell´ associazione degli industriali tedeschi, la BDI, in un´intervista alla TV tedesca di Stato intimava alla Merkel vista la mancanza cronica di manodopera sul mercato del lavoro tedesco, di non chiudere i confini in nessun caso altrimenti cito: “rischia la maggioranza in Parlamento..” Detto e fatto. Merkel obbedì prontamente e si sottomise da quella brava marionetta che è agli ordini e allo strapotere economico degli industriali tedeschi. Quindi morale della favola non è assolutamente un caso che la stragrande maggioranza delle ONG raccatta migranti siano proprio tedesche..

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