Violentata a scuola da 2 immigrati: uno africano l’altro dell’Est

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Si infiamma il caso della studentessa italiana di Pieve Santo Stefano, Arezzo, violentata a scuola da due compagni stranieri.

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Nel corso di un’assemblea dello scorso ottobre, la ragazzina ha subito violenza da un maggiorenne marocchino e un minorenne dell’Est, ora accusati di sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo.

Stando alla ricostruzione dei fatti, un’alunna 15enne sarebbe stata oggetto, dentro la scuola, della violenza di un 18enne maghrebino, che l’avrebbe palpeggiata nelle parti intime dandole un bacio in bocca, mentre il 16enne dell’est Europa teneva chiusa la porta. Risultato: il primo è stato espulso dalla scuola, il secondo sospeso.

Ma ora sono indagati per violenza sessuale di gruppo.

La dirigente scolastica, professoressa Cascianini, spiega: «Non è vero che avevano approfittato di un momento di confusione, perché era in corso una normale assemblea di istituto, ma soprattutto insisto sul fatto che ora siamo stati tacciati di aver deciso in maniera troppo frettolosa sull’espulsione di uno dei due giovani.
L’avvocato, invece di appurare l’innocenza del suo assistito, si è aggrappato a un vizio procedurale. Faccio allora presente che la sottoscritta, nello svolgimento del proprio incarico, è responsabile sia degli atti amministrativi che della parte educativa; i provvedimenti adottati rientrano nelle piene facoltà di ogni istituto, perché sono di natura prettamente scolastica e qualora si ritenga che vi siano gli elementi oggettivi per prenderli».

«Non a caso, sono due distinti, perché dapprima abbiamo raccolto una serie di testimonianze all’interno della scuola e, una volta che il quadro della situazione è emerso nella sua chiarezza, abbiamo avuto certezze piene sul diverso peso del comportamento tenuto dai due studenti, ragion per cui uno è stato espulso e l’altro sospeso. Poi, la giustizia ordinaria farà il suo corso, ma quanto comminato dalla scuola non produce effetti su di essa».

Sono tra noi.




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