19 profughi erano boss nigeriani a Mineo, Zuccaro con Salvini: “Sia chiuso”

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Non somigliano tanto ai clandestini della Sea Watch?

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Al Cara di Mineo è stata individuata una cellula spacciatori di cocaina e marijuana che operava in varie zone d’Italia, ma che aveva una propria cellula operativa a Catania. Il gruppo è stato chiamato “Viking” o “Supreme Vikings confraternity”. Gli indagati nel Cara di Mineo avrebbero utilizzato il metodo mafioso.

I membri del gruppo sono accusati di associazione mafiosa, traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope e violenza sessuale aggravata. Gli arrestati sono: William Ihugba, Kingrney Ewiarion, Beauty Eric, Michael Osokai, Sunday Aghaulor, Stanley Williams, Famous Williams, Monday Emmanuel, Sundaj Aghie, Chukwuemera Ozoemena, Samuel Oniovosa, Fedelix Okowe, Juliet Benjamin, Micheal Okorie, Osato Iyekekpolor, Anthony Leonard Izedonmi,.

“E’ sotto gli occhi di tutti che un Cara come quello di Mineo, che ospita un numero di persone cosi’ rilevante, che non puo’ essere controllato, al quale accedono anche persone non autorizzate e consente di gestire i traffici illeciti, non puo’ che essere un errore enorme che si paga in termini di controllo della legalita’. Credo che l’esigenza di chiudere il Cara di Mineo cosi’ come funziona adesso, sia avvertita da tutte le forze politiche, e indubbiamente il ministro dell’Interno recepisce quella che e’ una necessita’ che tutti noi avvertiamo”. Cosi’ il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, durante la conferenza stampa sull’operazione che ha smantellato un’organizzazione di mafia nigeriana con base nel Cara Mineo.

Le intercettazioni hanno permesso di registrare, in diretta, un rituale caratterizzato da canti che inneggiavano all’unità della confraternita durante il quale ciascun singolo appartenente esclamava “voglio essere Norseman”. Dalla registrazione del rituale emergevano molti particolari del culto segreto, la peculiare forma di giuramento che sancisce in modo inequivocabile la fedeltà che è dovuta all’organizzazione e la ferocia degli appartenenti al gruppo, in base alla regola del “Baga kills baga”, secondo cui se un Viking fa del male ad altro sodale, la reazione può essere l’omicidio.

Al vertice della consorteria spiccava la figura di William Ihugb detto “Unoma” o “Oyoma”, c.d. “FF” del gruppo dei “Vikings” in Italia, al quale è contestato il ruolo di promotore, e ritenuto capo supremo con potere di nomina dei capidei gruppi territoriali esistenti sul territorio nazionale. Il capo attuale del gruppo operante a Catania e provincia era Kingrney Ewiarion, detto “Jogodò” o “Geghedé”.

Dalle indagini è emerso un grave episodio di violenza sessuale di gruppo. La vittima è una giovane donna nigeriana del Cara di Mineo. La violenza si è verificata nel mese di settembre 2018. Nel cuore della notte, in più persone sono entrati nella stanza della vittima sono entrati armati di machete, minacciandola di morte, l’hanno violentata ripetutamente.

Sarebbe il punto di collegamento con le altre cellule della confraternita presenti sul territorio…

Posted by Bergamonews on Monday, January 28, 2019

Posted by SiracusaNews.it on Monday, January 28, 2019




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