Profugo spacciatore accusa agenti: “Mi hanno picchiato”, ma magari!

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E’ stato convalidato questa mattina l’arresto del 25enne nigeriano, richiedente asilo ospite del centro di prima accoglienza della caserma Serena, arrestato sabato scorso da alcuni agenti della Polizia Locale di Treviso per spaccio di stupefacenti, resistenza e lesioni:

Questo nigeriano spacciava con la protezione umanitaria, la bella vita dei profughi

Incredibilmente, il fancazzista spacciatore ora si trova agli arresti domiciliari! Assistito dall’avvocato Alessandra Nava il nigeriano ha risposto alle domande del gip Bruno Casciarri confermando la bizzarra versione secondo cui sarebbe stato picchiato dai vigili durante l’arresto. Ma magari, l’avessero fatto. Manette a mani e piedi, e il problema è risolto per sempre. Altro che ‘domiciliari’.

«Ero in macchina, mi hanno preso e scaraventato a terra. Uno dei vigili ha detto agli altri di fermarsi mentre mi stavano picchiando. C’è un testimone dei fatti – ha aggiunto lo spacciatore – cioè la persona a cui avevo venduto lo stupefacente (!!!), che ha visto tutto. Ho il numero di telefono, si può rintracciare facilmente». Fantastico. Non hanno ritegno.

Il richiedente asilo, dopo l’arresto, era stato portato al Pronto Soccorso per una ferita ad un occhio che secondo l’esame del medico legale Alberto Furlanetto non sarebbe compatibile con una caduta, come invece sostenuto dalla Polizia Locale. I sanitari del carcere di Santa Bona avrebbe riscontrato inoltre un versamento sul fianco sinistro, che secondo quanto riferito dal difensore «sarebbe relativo a fatti precedenti ma che si sarebbe è riacutizzato per effetto della botte ricevute». L’avvocato Nava ha quindi impugnato il verbale di arresto e ora attende la relazione completa del medico legale per valutare la presentazione di un esposto in Procura. Il 25enne era stato bloccato durante un’operazione antidroga in viale della Repubblica mentre stava vendendo 11 grammi di eroina a un cliente italiano. Per impedirgli la fuga ed ammanettarlo, stando alla ricostruzione dei vigili, gli agenti erano stati costretti ad intervenire in sei. Due di loro, al termine della colluttazione, avevano dovuto ricorrere anche alle cure mediche con prognosi rispettivamente di 2 e 10 giorni.




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