La strategia della mafia nigeriana: affondare i barconi per riaprire i porti

Condividi!

Quello in atto è un attacco organizzato contro la politica di Salvini per forzare il governo italiano a riaprire il traffico di spacciatori nigeriani verso l’Italia: le Ong sono complici, i partiti di sinistra sono complici, i media di distrazione di massa sono complici (il Corriere ha un vicedirettore che è dipendente di Soros).

L’obiettivo evidente del presunto naufragio avvenuto davanti alle coste libiche è quello di forzare l’Italia a riaprire i porti e così riprendere il traffico.

Chi ha più interesse a riprendere il traghettamento di clandestini verso l’Italia? La Mafia nigeriana. Organizzazione che, al tempo del PD, poteva contare su un flusso continuo di propri soldati (tra spacciatori, puttane e assassini):

Pd ha traghettato la Mafia Nigeriana in Italia: 80mila nigeriani in 5 anni

Poi è arrivato Salvini:

Salvini ha azzerato gli sbarchi di nigeriani: 21 in 6 mesi

Voi capite che, dalle parti di Benin City, qualcuno preme. E non gli mancano i soldi per finanziare ong, giornalisti e politici. Né lo stomaco di affondare apposta i barconi.

Secondo alcuni, dietro le Ong c’è la mafia nigeriana. Non ci sono prove. Ma non sarebbe per nulla strano.

Ed è anche possibile che i finanziamenti arrivino alle Ong senza che queste siano consapevoli di chi le sta finanziando.

Ma è molto probabile che ci siano anche politici europei e italiani finanziati dalla mafia nigeriana, tra quelli che spingono di più all’apertura dei porti.

Per questo invitiamo le procure ad indagare sul flusso di denaro verso alcuni partiti che, come politiche, sembra più una consociata italiana della mafia nigeriana che altro.

In conclusione: c’è la mafia nigeriana dietro i barconi fatti affondare? Non si sa. Ma è più che possibile. Diremmo probabile.

E poi: sono veri naufragi o messe in scena? Non si sa:

Naufragio da 117 morti, ma Marina Militare: “20 immigrati a bordo”




Lascia un commento