Stupri etnici: come gli immigrati hanno ridotto Linda

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Era il Capodanno del 2005, esattamente dieci anni prima gli eventi drammatici di Colonia. Prima di Pamela. Prima di Desirée. E’ stato il primo stupro etnico del genere, in Europa.

Una ragazza di 18 anni, Linda (nella foto), e la sua amica, caddero nell’imboscata di quattro profughi somali a Friskväderstorget, Göteborg. Le trascinarono via come prede, le bastonarono, le picchiarono. La reazione servì a Linda, che fuggì per chiedere aiuto, non a Jenny, che venne brutalmente stuprata. Più volte.

“Non so quante volte sono stata violentata. Non so quanti hanno commesso abusi contro di me. Ero incosciente per tutto il tempo”, disse Jenny al giornale Expressen, dieci mesi dopo lo stupro.

LINDA

Le ragazze inviarono le loro immagini dall’ospedale al giornale Expressen, chiedendo venissero pubblicate, perché non accadesse di nuovo. Sono passati oltre dieci anni. L’Europa continua ad importare stupratori. L’Italia, ha smesso da 6 mesi.

Ma solo in parte. Perché se i porti sono chiusi, i ricongiungimenti familiari proseguono. La prossima volta potrebbe essere una ragazza italiana. Molte ragazze italiane. Due, lo sono già state l’anno scorso: si chiamavano Pamela e Desirée. Sono state stuprate e uccise dai politici pro-accoglienza, prima che dai loro profughi.




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