Nigeriani intercettati: “Ho un rene per 60mila euro”

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Tra le carte di un’informativa della polizia, spunta un’intercettazione. A parlare sono due immigrati nigeriani, forse arrivati coi barconi e richiedenti asilo, come altri 80mila scaricati in Italia da Obg e Pd.

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Sono Sajeed Kolynton Lawual, noto con lo pseudonimo Arab e residente ad Asti e Abdul Abolade, di Lagos, suo compagno di riciclaggio d’auto rubate. I due però parlano di un altro affare e cercano l’accordo per la vendita di un rene: 60 mila euro, 12 milioni di naira in moneta nigeriana.

Un colloquio rappresenterebbe solo la punta di un iceberg di una delle numerose attività criminali della mafia nigeriana: «La più pericolosa e organizzata del mondo – spiega lo psichiatra Alessandro Meluzzi -. Non c’è da stupirsi che questi criminali traffichino in organi umani, specie se si considerano i riti voodoo cui sono sottoposte molte ragazze e alcune di loro poi, spariscono misteriosamente».

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Ma c’è un altro problema. Il mercato degli organi ha ricchi acquirenti in Occidente. E perché gli organi siano compatibili, è molto meglio che provengano da individui appartenenti a gruppi di popolazione simili, per limitare il minimo la possibilità di rigetto. E voi capite cosa significa per le ragazzine che scompaiono.

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