Bergoglio ‘confessa’: “Migranti ci arricchiscono”

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A loro sì, certamente

L’appello della più amata dagli italiani è caduto nel vuoto.

Così, il giorno dopo l’appello della Cuccarini, che è l’appello di milioni di donne italiane che vogliono proteggere i loro figli dall’orda (come detto da San Giovanni Paolo II), Bergoglio torna ancora con l’ossessione immigrati: «I migranti sono una risorsa, un arricchimento per la nostra società».

Appelli, discorsi, omelie, interventi a braccio, messaggi, lettere. Sono centinaia le esortazioni a favore degli invasori che Bergoglio, in questi quasi 6 anni, di pontificato ha rivolto in una sorta di escalation psicotica.

Il Vaticano le ha raccolte in un libro che è stato presentato stamattina e diffuso in diverse lingue, a sottolineare come, ormai, la Chiesa sia stata dirottata da un manipolo di trafficanti umanitari che vogliono distruggere la nostra civiltà: è la Chiesa delle porte aperte. La Chiesa di Giuda, non quella di Pietro.

Le migrazioni per Bergoglio sono un diritto: «I movimenti umani,
pur generando sfide e sofferenze, stanno arricchendo le nostre
comunità , le Chiese locali e le società di ogni continente». Ripete Francesco nella prefazione al volume intitolato «Luci sulle
 strade della speranza», e curato dalla
sezione migranti e rifugiati del Dicastero vaticano per lo 
Sviluppo umano integrale.

«Come la storia umana, la storia della salvezza è stata segnata da 
itineranze di diverso genere – migrazioni, esili, fughe, esodi – tutte 
comunque motivate dalla speranza di un futuro migliore altrove. E 
anche quando l’itineranza è stata introdotta con intenzioni criminali 
- scrive Bergoglio nella prefazione del volume Luci sulle strade della 
speranza a cura della sezione Migranti e rifugiati del dicastero per 
lo Sviluppo umano integrale – come nel caso della tratta, non bisogna 
lasciarsi rubare la speranza di librazione e riscatto».




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