Ahmed e Kahdel, i 2 terroristi tunisini arrivati col barcone

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A Marsala “Barbanera” ci viveva da anni. Con i traffici di clandestini e sigarette dalla Tunisia alle coste siciliane aveva fatto fortuna. Ogni “passeggero” pagava anche 3 mila euro.
Fadhel Moncer, questo il suo nome, è stato arrestato perchè ritenuto il capo di una delle organizzazioni criminali che gestiscono i viaggi clandestini dalla Tunisia alla Sicilia:

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Oltre alla villa, all’azienda agricola, la guardia di Finanza gli ha sequestrato conti correnti e il ristorante “Onda Blu”, l’ex Bellavista, a Mazara del Vallo. Da lì, e dalla sua villetta di Strasatti, gestiva il gioco. Un gioco pericoloso, in cui partecipano anche personaggi vicini al terrorismo jihadista. Personaggi che fino a poco tempo fa vivevano a Marsala, che gestivano traffici e propagandavano lo jihadismo, il fondamentalismo islamico invocando la distruzione dell’Occidente. Lo stesso “Barbanera” in passato qualcosa la voleva distruggere. Nel 2012 stava progettando un attentato dinamitardo ad una caserma dei Carabinieri a Marsala. Qualche mese dopo è stato arrestato, e il progetto svanì fortunatamente. Ma non il traffico di clandestini.

E di terroristi.

C’è un pentito tunisino che nel febbraio 2017 comincia a parlare. E’ arrivato a Marsala proprio a bordo di uno dei gommoni dell’organizzazione di Moncer.
Racconta tutto il ‘pentito’ tunisino. E racconta anche che su quei gommoni, insieme a ex detenuti e clandestini, sono arrivati anche terroristi:

“I clandestini normali pagano 5000 dinari tunisini mentre le persone che sono ricercate in Tunisia, per vari reati compreso il terrorismo, pagano da 10000 dinari in su. Il contatto che lavora in Tunisia per conto di BOULAYA chiede ai clandestini di esibire il documento e dopo di che effettua, grazie ad un poliziotto compiacente, dei controlli sulla loro posizione penale in Tunisia. Se l’esito del controllo è negativo, il clandestino paga 5000 dinari se invece è positivo paga da 10000 dinari in su. Dopo che i clandestini hanno pagato in contanti, aspettano una chiamata dall’uomo di BOULAYA in Tunisia il quale fornisce la data e il luogo dell’imbarco”.

Del resto tutti sanno di Amri, che dagli hotel italiani finì a schiacciare turisti nel mercatino di Natale di Berlino. E chissà quanti altri ne sono sbarcati, e ora si stanno preparando a colpire. Infiltrati. Tra noi, come cellule cancerogene pronte ad attivarsi.

Tra i clandestini sbarcati anche “Kahla” soprannome che sta ad indicare “il nero”. Al secolo Ahmed Khedr. Il suo nome è tra gli arrestati in una delle ultime operazioni, quella di Marsala. E’ un terrorista, racconta il pentito:

“A Marsala viveva in un appartamento in centro e sul conto so per certo che è ricercato in Tunisia per terrorismo ed arrivato in Italia da qualche mese. … Ho sentito delle persone, in Tunisia, riferire che il predetto AHMED detto KAHLA ha aiutato altre persone coinvolte in attentati terroristici in Tunisia a scappare verso l’Italia e per questo motivo ritengo che sia egli stesso un terrorista”.

“Il nero” lavorava a stretto contatto con un altro tunisino, “Jerbi”, al secolo Ounich Kahled. Di loro scrivono gli inquirenti:

“KHEDR Ahmed e OUNICH Khaled, con ruoli diversi, svolgevano principalmente la loro attività criminale in Tunisia, in un ruolo apicale all’interno del sodalizio, soprattutto il primo disponendo l’impiego dei suoi collaboratori e non operando direttamente sul campo ed il secondo anche partecipando personalmente con ruolo attivo”.

Sul profilo Facebook di Ahmed Khedr sono state trovate diverse foto di ispirazione jihadista. Più corposa invece l’attività di propaganda di “Jerbi”, che condivideva video e foto inneggianti le azioni terroristiche dell’Isis.




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