Profughi stupratori a casa Boldrini, lei: “Proccupata”

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Povera Boldrini. “Quel messaggio mi ferì moltissimo come donna perché mi si augurava qualcosa di ripugnante. Mi preoccupava come madre, perché sapevo che mia figlia l’avrebbe letto. Mi indignava come politico, perché mi indicava come mandante morale dello stupro di Rimini. E mi offese come rappresentante delle istituzioni perché ero la terza carica dello Stato e a offendermi era un sindaco”. Lo ha detto Boldrini in tribunale al processo per diffamazione che vede imputato il sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli.

Questo quanto scrisse il sindaco:

Boldrini denunciata 3 volte: “Si è inventata minaccia di stupro”

Nessuna minaccia di stupro. Ma l’invito a prendersi in casa chi si è sempre difeso. Un profugo che stupra.

Poi Boldini l’ha messa sul tragico: “Ho visto augurare stupri agli avversari politici in Bosnia e in Ruanda, ma lì c’era la guerra” ha aggiunto Boldrini. C’era e c’è anche da noi, Boldrini, grazie all’esercito nero che avete traghettato in Italia.

“Nessun invito allo stupro, ma solo una contestazione politica” ha replicato Camiciottoli. “Non inciterei mai allo stupro, anzi penso che per gli stupratori occorra l’ergastolo. Volevo fare una critica politica: se lei è favorevole a una immigrazione incontrollata che include anche i delinquenti allora forse ospitarli le avrebbe fatto piacere”.

Non fa una piega. Solo un giudice non sopra le parti potrebbe condannarlo per un’opinione.

Ps. Se fosse stata la Kyenge, ci sarebbe stato dentro anche l’odio razziale. Il che la dice lunga sull’idiozia della legge Mancino.




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