La UE affonda le banche italiane, Salvini: “Danneggia l’Italia”

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L’offensiva della Bce sull’ex banca del PD, il Monte dei Paschi di Siena, mette in allarme tutto il settore bancario, soprattutto sul fronte dei crediti deteriorati. Un intervento privo di senso.

Dopo aver chiuso le contrattazioni di ieri con un calo in Borsa del 10% circa, riavvicinando l’istituto, il cui azionista di maggioranza è il ministero del Tesoro dopo la complicata azione di salvataggio degli anni scorsi, ai minimi storici, oggi Mps cede ancora terreno e trascina in rosso tutti i titoli del comparto. E’ il grande affare che il PD ha fatto fare all’Italia: il MPS era il collettore tra partito e tessuto economico locale. Era attraverso questo collettore che il PD gestiva il consenso, in un contesto non dissimile da quelli ‘calabrese’ e ‘siciliano’.

Non è un caso che, persa la banca, sia finito anche il consenso

Interviene Salvini: “Può un’istituzione non politica prendere con leggerezza decisioni che influiscono profondamente sulla vita e i risparmi dei cittadini?”, si chiede il ministro denunciando “l’atteggiamento prevaricatore” dell’istituto di Francoforte. Non è un caso che la BCE abbia sede in Germania.

Ieri la Banca centrale europea è tornata a farsi sentire sui fronte dei crediti deteriorati di Mps. Lo ha fatto raccomandato nuovamente la svalutazione totale sia dei nuovi flussi di npl sia degli stock di crediti deteriorati in essere. Per farlo Mps ha tempo fino al 2026. Entro sette anni dovranno aver applicato alla lettera ill cosiddetto addendum che prevede l’azzeramento a bilancio del valore dei crediti non performanti dopo un determinato periodo, a seconda delle garanzie. La mossa dell’Eurotower ha messo sotto pressione tutto il settore perché sui mercati finanziari si è subito diffusa l’opinione che la Bce possa utilizzare un approccio più o meno severo a seconda dei casi. Secondo gli analisti di Equita, sentiti dall’agenzia Agi, quello che si è delineato con Mps rappresenta, infatti, per le banche italiane “un pericoloso precedente”.

La mossa della Bce arriva in un momento particolarmente delicato per il settore bancario italiano, già sotto pressione per il caso di Carige. Per Salvini “il nuovo attacco della vigilanza della Bce” al nostri sistema è la dimostrazione plastica del fallimento di quell’unione bancaria, voluta dall’Unione europea e votata dal Pd. “Non solo non ha reso più stabile il nostro sistema finanziario – accusa il vicepremier leghista – ma causa instabilità, colpendo i risparmi dei cittadini e un sistema bancario, come quello italiano, che aveva retto meglio di tutti alla grande crisi finanziaria del 2008”. Per Salvini, “l’atteggiamento prevaricatore” di Francoforte non solo “scavalca aggravandole le recenti decisioni della Commissione” ma rilancia il tema dei poteri di questa istituzione non politica che prende “con leggerezza decisioni che influiscono profondamente sulla vita e i risparmi dei cittadini”. “Indipendenza non vuol dire irresponsabilità”, incalza il leader leghista invocando, a questo punto, “assoluta trasparenza” da parte della Bce. “Questa trasparenza è necessaria per scacciare il dubbio che la Bce faccia un uso politico dei poteri che le sono attribuiti – conclude – l’ennesimo intervento a gamba tesa della Bce può creare un danno all’Italia da 15 miliardi”.

L’ennesima dimostrazione che l’Italia ha bisogno della propria banca centrale. E che non sia una dependance tedesca.




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