Nigeriano uccide fidanzata, si rifiuta di sposare il cadavere: da 8 mesi all’obitorio

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Credeva di essere posseduto dal diavolo e ha pugnalato a morte la proprie fidanzata.

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I genitori e i parenti della giovane chiedono che sposi il suo cadavere: «Solo così poi potrà essere seppellita».

Saliu Ladayo, 24 anni, ha confessato ai poliziotti di aver pugnalato ripetutamente la diciannovenne Confidence Chidiebere con un coltello da cucina dopo che lei lo aveva definito “pigro”.

«Devi seguirci nel nostro paese – gli hanno intimato – dove verrà celebrato il matrimonio: con abiti, anelli e persino il pagamento di un prezzo per la sposa (forse è la cosa che più interessa ndr..). Come se fosse viva. Solo così poi potrà trovare la pace».

Ora, il cadavere è da 8 mesi in un obitorio perché l’assassino si rifiuta di accettare le loro richieste – soprattutto economiche – e rispettare le credenze locali.

«Abbiamo chiesto loro di portare le cose per celebrare il rito, ma non si sono fatti vedere, mentre il cadavere di nostra figlia giace nell’obitorio da otto mesi».

«Non potrà mai riposare in pace se lui non la sposa». La famiglia ora attende l’udienza in tribunale prevista per il 15 gennaio «ci aspettiamo una condanna esemplare». La polizia ha detto che al momento dell’arresto Ladayo aveva provato a giustificarsi: «Ho pugnalato la mia ragazza perché lei mi accusava di fare il doppio gioco, e mi ha maledetto. Ero fuori controllo e l’ho accoltellata al petto: il diavolo mi aveva fatto un incantesimo».

Il tutto in Nigeria. Nella capitale, Lagos. Questi sono quelli che facciamo entrare: il PD ne ha traghettati 80mila senza controllo.




Un pensiero su “Nigeriano uccide fidanzata, si rifiuta di sposare il cadavere: da 8 mesi all’obitorio”

  1. nel mio piccolo manifesto il reato commesso dai sinistri potrebbe essere uno di quelli per cui è prevista la pena dei lavori forzati socialmente utili A VITA.

    Nota bene: nei campi di lavoro allestiti all’uopo i detenuti saranno trattati con la massima umanità, ma dovranno rispettare un’unica FERREA regola: se lavori, mangi; se non lavori o lavori male crepi di fame!

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