Milano, accoltellato da africano mentre Sala manifesta contro Salvini

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Il giovane studente pescarese pestato a Milano da un gruppo di immigrati si è sfogato col giornale locale: “È stata un’esperienza terrificante. Ho avuto davvero paura per me, per la mia ragazza e per i miei amici. In certe situazioni non è facile cavarsela restando incolumi. Sono stati minuti interminabili e solo quando ho sentito il suono delle volanti mi sono tranquillizzato. Purtroppo gli episodi di violenza nelle grandi città sono sempre più frequenti. Senza voler generalizzare, va riconosciuto che la presenza di troppi irregolari (immigrati ndr…) balordi è alla base di questi episodi che non vanno tollerati”.

Lo studente universitario di Pescara è stato aggredito insieme alla fidanzata e tre amici. Il tutto, mentre poco più in là rispetto a dove, il giorno dopo, il sindaco Sala manifestava in piazza a favore degli immigrati e contro il decreto Salvini.

Stavano passeggiando, quando hanno trovato sulla loro strada un africano che, con fare minaccioso, urlava frasi sconnesse e minacce contro chiunque gli capitasse a tiro.

Subito si è fiondato eccitato sulla fidanzata del giovane studente, che è stata molestata in modo pesante, mentre l’immigrato brandiva una bottiglia rotta verso i ragazzi che tentavano di intervenire.

Notando la scena, un pony express che si trovava nelle vicinanze è intervenuto per dar manforte ai ragazzi, ma questo non ha fatto altro che inasprire ulteriormente l’atteggiamento dello straniero. Quest’ultimo, infatti, è partito all’attacco, dando vita ad una violenta colluttazione, nella quale non si è fatto alcuno scrupolo ad utilizzare la stessa bottiglia, spaccandola sul casco di protezione del pony express.

Poi l’africano ha estratto un coltello dalla tasca, tentando di sbuzzare il ragazzo, che è riuscito ad evitare il fendente.

Non contento, lo straniero ha iniziato anche a raccogliere da terra ed a lanciare frammenti di vetro, pietre e bulloni di ferro contro la folla che si stava assiepando ad osservare la scena da lontano.

Ragazzi, se non siete in grado di difendervi, prendete il porto d’armi. Le città ormai sono una giungla multietnica. Chi spara per primo sopravvive.

E’ urgente che il governo renda meno complicato armarsi per i cittadini onesti. Tanto i criminali lo sono già, non hanno bisogno di permessi.




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