Spioni, segnala su Facebook e fa arrestare 150 cittadini anti-immigrazione

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Tomas Aberg è quello che potremmo tranquillamente definire spione. Un personaggio squallido che si definisce “il re dei segnalatori di Facebook”.

Svedese, capo di Näthatsgranskaren, un ente che monitora i discorsi di incitamento all’odio (o hate speech), ha annunciato di essere riuscito a denunciare e far condannare per questo reato quasi 150 persone in due anni – in maggioranza individui sopra i 50 anni.

Näthatsgranskaren, per questo lavoro, è sovvenzionato dallo Stato.

La ‘colpa’ delle sue vittime è, di fatto, avere commentato su Facebook in modo negativo le deliranti politiche del governo svedese sull’immigrazione. della Svezia.

Gli imputati sono spesso donne, ‘colpevoli’ di avere commentato con rabbia le notizie di stupri di gruppo.

In due anni, l’ente ha “istruito e collaborato con il famigerato Consiglio di Europa sulle modalità di riconoscimento e prevenzione dei discorsi di incitamento all’odio”, come ha dichiarato Aberg. Insomma, questo personaggio lavora contro la libertà di espressione, il suo lavoro è, né più né meno, quello degli informatori della Stasi nell’allora DDR.

In Italia, un servizietto simile lo faceva il venezuelano a cottimo dell’ex presidenta della Camera. Lui e il gioielliere pelato di Bologna raccoglievano dossier che poi portavano ai loro amichetti.

Per il suo impegno, come tutti i collaborazionisti di regime, la primavera scorsa Aberg è stato nominato “Eroe svedese” da uno dei più importanti quotidiani del paese, Aftonbladet; ma il titolo gli è stato ritirato quando si è scoperto che aveva torturato i suoi animali fino ad ammazzarli.

E’ comunque riuscito ad evitare una condanno con una scappatoia legale. Perché in Svezia, parlare è reato, torturare animali no.




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