Parroco: “Salvini è come Erode: mette a rischio i nostri ospiti”

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«Salvini come re Erode»: ancora un parroco si schiera a favore dell’invasione e del lucroso business Caritas dell’accoglienza.

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Durante la Messa della domenica dell’Epifania, il sacerdote della frazione di Parè a Conegliano, nel Trevigiano, don Francesco Rebuli, ha delirato.

«Non facciamo come Re Erode, asserragliato nel suo castello, impaurito dai Re Magi che sono l’icona degli immigrati e dei profughi in particolare. I porti non vanno tenuti chiusi, ma riaperti».

«Il decreto sicurezza – ha poi continuato il sacerdote, violando il Concordato – mette in difficoltà chi è già nostro ospite. Come si fa a negare diritti elementari come la casa popolare, la mensa o il trasporto o altri servizi scontati alla pari dei connazionali?».

Ma infatti, come si fa a negare la casa popolare ai clandestini?

Ricordiamo che il Concordato tra Stato e Chiesa prevede che lo Stato non si intrometta nelle questioni ecclesiastiche e che la Chiesa non metta becco in quelle dello Stato. E’ tempo di tagliare l’8 per mille: che si trovino un lavoro.




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