Palermo: “Orlando era il collegamento tra i politici e la Mafia”

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Così il comunista Pio La Torre, poi ucciso dalla Mafia, sul padre di Leoluca

Leoluca Orlando, Sindaco scafista di Palermo, si chiama in realtà Orlando CASCIO.

Il padre si chiamava Salvatore Orlando CASCIO e, nel primo dopoguerra, era un Am – professore.Gli Am – professori, erano i docenti nominati dall’Autorità militare alleata.

Ora, tutti sanno che gli Usa si erano rivolti ai mafiosi per facilitare l’invasione della Sicilia, mafiosi che non vedevano l’ora di liberarsi dei fascisti e tornare alla ‘democrazia’, così avevano nominato docenti scelti tra gli uomini d’onore.

Come il padre di Leoluca, secondo molti.

E non a caso. Negli anni settanta, le mette nero su bianco. Quel qualcuno era Pio La Torre ucciso poi da Cosa Nostra nel 1982. In Commissione Antimafia, l’onorevole Pio La Torre, comunista, definì Salvatore Orlando Cascio “il collegamento tra i politici e le famiglie mafiose palermitane del dopoguerra”.

Oggi il Cascio commemora e celebra i giudici Falcone e Borsellino, ma fu lui ad attaccarlo pubblicamente in una trasmissione televisiva accusandolo “di tenere chiuse nel cassetto le prove dei legami tra mafia e politica”.

Con un simile attacco, il giudice Falcone dovette difendersi davanti il CSM il 15 ottobre 1991 e disse: “mi stanno delegittimando, Cosa Nostra fa così, prima insozza la vittima poi la fa fuori”. Forse, ad Orlando CASCIO, non era piaciuto il nuovo mandato di cattura nei confronti di Vito Ciancimino nel 1990, dimostrazione che, nonostante la presenza del Sindaco Orlando CASCIO, don Vito continuasse a gestire a suo piacimento gli appalti. Maria Falcone, sorella del Giudice, ha dichiarato che: “Orlando ha dato inizio ad una campagna denigratoria contro mio fratello, sfruttando le proprie risorse per lanciare accuse attraverso i media”. Anni dopo, Orlando CASCIO, sulla vicenda Falcone, ha dichiarato che “c’è stata una incomprensione con Falcone”.

Peccato però che quella incomprensione costò, al Giudice Falcone, una convocazione al CSM e tanto fango sull’onorabilità de la giudice. Il paladino dell’antimafia Orlando CASCIO, aveva anche accusato Salvo Lima e Giulio Andreotti di essere i garanti politici della mafia a Palermo come anche a Roma. (EppureNulla il giovane Orlando CASCIO ha avuto bisogno di loro). Il sindaco Orlando CASCIO ha mostra i primi passi in politica, come consigliere giuridico di Piersanti Mattarella, tra il 1978 e il 1980. Viene eletto Sindaco di Palermo il 16 luglio 1985, all’età di 38 anni. Non appena eletto, Orlando Cascio, corre a ringraziare, nella sua villa di Mondello, proprio Salvo Lima per il sostegno ricevuto.

Tutta la Sicilia che contava sapeva che, Salvo Lima era il referente politico di Giulio Andreotti e che manteneva rapporti con uomini d’onore. Per ottenere voti o favori, ci si rivolgeva a Salvo Lima. Possibile che Leoluca Orlando CASCIO ed anche il padre Salvatore, non sapessero dei rapporti tra Lima e Cosa Nostra?

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Il Sindaco di Palermo si ammanta di legalità per occultare il controverso fondo oscuro, che aleggia sempre o quasi, negli uomini politici siciliani di lungo corso. Piuttosto che tagliarsi l’indennità che incassa in qualità di Sindaco di Palermo, che ammonta a 121.000 Euro, si taglia il cognome come se eliminare un pezzo del cognome, possa ripulirlo dalle tante accuse mosse al padre e dal suo ricorso a Lima per ricevere un sostegno politico. È quindi certo che sia stato riconfermato alla carica di Sindaco solo dai palermitani perbene e non dagli uomini d’onore e dal loro seguito.

Di Leoluca Orlando Cascio, Cossiga disse: ”Questa mattina ho vomitato. Il vomito mi è venuto a vedere accanto alla sorella di Giovanni Falcone, che dovrebbe avere piú rispetto della memoria del fratello, personaggi come Leoluca Orlando-Cascio che con l’accusa a Falcone di aver insabbiato pratiche che riguardavano poltiici diede il via al linciaggio di Falcone da parte dell’Anm e di un settore rilevante della sinistra. E, l’imperturbabile e cinico Romano Prodi, che nelle sue fila conta non pochi di coloro che preparavano l’assassinio morale del coraggioso e indipendente magistrato. Che vergogna”.

”Non vomitavo piú – aggiunse l’ex presidente – dal giorno in cui, rifugiatomi in una cittá della Francia dopo le dimissioni da presidente della Repubblica, vomitai vedendo alla televisione a mo’ di sciacalli attorno al feretro di Giovani Falcone, non pochi magistrati dell’Anm e di membri del Csm che lo avevano gia’ moralmente ferito con insinuazioni ed insolenti interrogatori in sede di Csm. E con articoli sanguinosi sul l’Unita’, che lo avrebbero ucciso moralmente se Dio pietoso non gli avesse, per mano della mafia oggettivamente loro alleata, tolto prima la vita”

Questo è il sindaco di Palermo che apre il porto della sua città agli scafisti e non vuole applicare la legge. Il padre era uomo di fiducia degli invasori americani. Lui di chi?

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I grandi “meriti” del sindaco di #Palermo, #Orlando.

Posted by Dama Sovranista on Thursday, January 3, 2019




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