Rivoluzione leghista a Trento, ‘chiuse’ scuole gender: bimbi liberi

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La provincia autonoma di Trento per decisione del nuovo presidente, il leghista Maurizio Fugatti, ha disposto lo stop ai percorsi di “educazione di relazione di genere”, comunemente chiamati «Gender». La pacchia è finita anche per i pedofili camuffati da ‘educatori’.

Da dopo le vacanze di Natale nei 24 istituti scolastici trentini in cui era in corso, il progetto sarà sospeso in attesa di ulteriori approfondimenti.

Il progetto è stato finanziato dalla precedente giunta di centrosinistra attraverso l’agenzia del lavoro di Trento con 91 mila euro. Per insegnare ai bimbi che non esistono maschi e femmine!

Nella circolare si legge: «Si ritiene necessario verificare la piena coerenza dei contenuti educativi dei percorsi con le aspettative delle famiglie rispetto ai valori che la giunta provinciale intende perseguire ed agli indirizzi conseguenti».

Si parla di 83 percorsi di educazione alla relazione di genere, con un totale di 858 ore di attività di formazione.

Le attività prevedevano in concreto due linee: una riguardava i percorsi formativi dedicati ai docenti su stereotipi e differenze di genere che prevedevano laboratori di educazione al genere per gli studenti per promuovere la parità e contrastare la violenza. L’altra invece degli incontri e seminari per i genitori su «influenza degli stereotipi nelle scelte formative».

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La decisione della Giusta Fugatti è stata presa dopo una segnalazione legata alla distribuzione del libro «Extraterrestre alla pari» alle classi quarte di una scuola elementare della città.

Nel libro si parla di un piccolo extraterrestre che non è né bambino né bambina perché scopre il proprio sesso solo dopo i 20 anni.

Quelli del Pd sono extraterrestri.




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