Rivolta contro il ‘presepe del rifugiato’ della Caritas

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A Giarre, la popolazione locale non ha apprezzato il “presepe del rifugiato”, l’ennesima bizzarra rivisitazione della Natività allestita nella piazza centrale dall’ufficio diocesano per le migrazioni di cui è responsabile don Lucio Cannavò. Uno che ama molto circondarsi di giovani africani.

Giuseppe, Maria e Gesù a bordo di un barcone insieme ai clandestini: «L’intento è quello rendere attuale il messaggio del Vangelo – dice Cannavò – perché quello di Natale è il tempo in cui Dio stesso si mette in movimento e si fa migrante».

Come se il Vangelo fosse una favola da attualizzare, e non la cronaca dell’Incarnazione.

Nell’ultimo gesto di ribellione contro la bizzarra opera, sono stati appiccicati sui personaggio dei fogli bianchi con le stampe nere dei simboli dell’euro, del dollaro e del logo della Caritas.

Nella cittadina in provincia di Catania, con il 10 per cento della popolazione che è sotto la soglia di povertà, e centinaia di persone senza casa, all’interno delle diverse strutture di accoglienza sono ospitati più di una quarantina di immigrati.

Lo stesso territorio in cui, tal Isidoro La Spina sta portando avanti l’iniziativa di ospitare finti profughi nel suo bed and breakfast con molte contestazioni. Soprattutto di chi, da anni, non sa come vivere.




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