Emergenza cacca di profughi a Ventimiglia: spesi 50mila euro per aspirarla

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Questa è la cifra che nel 2018 è stata spesa per la pulizia straordinaria resa necessaria per ripulire le aree colpite dalla presenza dei cosiddetti profughi.

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Dal 2015 Ventimiglia è meta di branchi di clandestini provenienti da Africa ed Asia che, una volta traghettati da Ong e Pd e poi caricati sui treni verso nord, sono rimasti bloccati in città nel tentativo di raggiungere la Francia. Ora che i porti sono chiusi, il flusso è terminato: ma ci sono quelli già traghettati che cercano di attraversare il confine e vengono, spesso, respinti in territorio italiano dalle autorità francesi.

A Ventimiglia stuprano, spacciano e rubano. Ma non solo: nel tempo libero cagano dove capita.

Per fare fronte a quest’emergenza sanitaria, lo scorso anno il Comune fu costretto a prevedere per il 2018 pulizie straordinarie a “fronte della gran quantità di migranti e profughi presenti, in particolare in prossimità delle batterie di cassonetti e contenitori di rifiuti, che utilizzano la zona come luogo di espletamento dei bisogni corporali dei soggetti in questione”. Tradotto: cagano ovunque.

Per questo, il Comune Pd di Ventimiglia affidò alla Docks Lanterna, ditta che gestisce l’igiene pubblica in città, il lavaggio e la disinfestazione straordinaria.

Per il lavoro, da effettuare tre volte a settimana dal 1 gennaio al 14 giugno, la Docks ha ricevuto dai contribuenti un compenso di 9mila euro. La delibera aveva poi prolungato l’intervento, ma non è nota la cifra spesa, anche se è probabile siano in tutto stati spesi 18mila euro.

Non è bastato.

Successivamente, infatti, il Comune ha deciso di acquistare, per 27.720,00 euro, “un aspiratore elettrico di marca “Glutton” da affiancare ai servizi che l’Ente esegue in regime di “emergenza profughi” […] da mettere a disposizione del servizio di Igiene Urbana per lo spazzamento manuale delle vie del centro cittadino”. Così si leggeva nel testo della determinazione n° 541 pubblicata sull’albo pretorio.

“Nel corso del 2017 è stato rilevato che il normale servizio di pulizia dei marciapiedi cittadini con mezzi d’opera idro pulitrice “Vaporella”, previsto nell’ordinanza sindacale, non è stato sufficiente a coprire le esigenze di pulizia straordinaria resesi necessarie a causa della situazione sopra individuata (la presenza e il bivacco dei migranti, ndr), al punto tale che questo Ente ha incaricato il gestore del servizio di proporre un ulteriore mezzo d’opera per poter rendere la situazione più vivibile”, si legge nel documento, “Anche a seguito dell’ennesima operazione di pulizia straordinaria delle sponde del fiume Roja antistanti alla via Tenda in loc. “Gianchette”, con allontanamento dei migranti da detta zona, avvenuta nei mesi di marzo e aprile, il flusso migratorio non è diminuito e dette persone si sono riversate nel centro cittadino, in particolare nelle zone della Stazione, dei Giardini T. Reggio, alla foce del fiume Roja e sulle spiagge limitrofe”.

E ancora: “Per far fronte al problema sopra evidenziato e ridurre i rilevanti disagi subiti dai cittadini residenti nel centro cittadino e sul tracciato percorso dai profughi per raggiungere il Centro di prima accoglienza della CRI, appare rilevante e opportuno supportare il servizio affidato con Ordinanza 143 del 30/06/2017 con l’aggiunta di un mezzo d’opera aspiratore, in supporto al servizio di spazzamento manuale”.

Insomma, ne fanno talmente tanta, i migranti, che serve un enorme aspiratore elettrico.

Quindi quasi 50mila euro per aspirare la cacca dei ‘profughi’ in una sola città italiana. E queste sono le cifre di cui sappiamo, per altri interventi, infatti, non è specificato il costo.

Ps. Ovviamente la folto in alto è puramente esplicativa.




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