Trentino, Lega smantella il business dell’accoglienza

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Parte la rivoluzione del sistema di accoglienza trentino promessa dal nuovo governatore, il leghista Maurizio Fugatti.

Un vero e proprio smantellamento.

«In realtà abbiamo dato a Cinformi e alle cooperative che si occupano dell’accoglienza due mesi in più di tempo per organizzarsi, visto che il decreto sicurezza partiva dal 1° di gennaio 2019» – ha spiegato Fugatti.

Il governatore ha chiarito che la Provincia continuerà ad aiutare chi fugge dalle guerre: «Con gli altri migranti invece sarà necessario organizzarsi in modo diverso vista la minore disponibilità di risorse e il fatto che il 90 % di chi arriva qui poi non ha diritto dello status di profugo».

«Prevediamo la riduzione del personale che lavora nelle strutture collettive dal primo marzo». Alle obiezioni, Fugatti ha risposto: «Se applicassimo la legge nazionale così come è, la riduzione ci sarebbe dall’1 gennaio, ma abbiamo deciso di dare due mesi in più per permettere alle persone di organizzarsi».

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Cinformi, la longa manus del Pd nel business dell’accoglienza, sarà notevolmente ridimensionato e non si occuperà più della gestione dei migranti.

Nella struttura tanto contestata negli ultimi anni rimarranno solo 9 operatori che si occuperanno solo del controllo dei permessi di soggiorno. Qualsiasi altro ente o associazione legata al Cinformi sarà smantellato al fine di contenere il più possibile le spese.

È stato deciso il taglio alla disponibilità dei mezzi pubblici: la tessera che fino ad oggi consentiva l’utilizzo senza limiti di autobus e corriere potrà essere usata solo un numero limitato di 4 volte alla settimana. (questo servizio esisteva solo in Trentino)

Il 30% degli appartamenti usati dalla provincia per l’accoglienza dei richiedenti asilo sarà chiuso.

Sarà bloccata la «seconda» accoglienza ai maschi richiedenti asilo che arrivano da soli e data la priorità solo ai nuclei famigliari, a donne e bambini.

Dal 1° di gennaio 2019 stop ai corsi di lingua per i richiedenti asilo.

Dal 1° di febbraio non ci sarà più nessun sostegno psicologico da parte di professionisti per i migranti.

Dal primo aprile arriverà lo stop anche al servizio di orientamento all’impiego, visto appunto che la maggior parte dei richiedenti asilo dovranno tornare a casa.

Saranno dapprima ridimensionati e poi chiusi i centri di accoglienza Fersina e Brennero ubicati a Trento.

Le spese giornaliere per i richiedenti asilo saranno portate da 33 euro giornalieri a 23 euro.

Il ridimensionamento del sistema di accoglienza taglierà oltre 200 posti di lavoro nelle cooperative sociali e strutture per l’accoglienza dei migranti.

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2 pensieri su “Trentino, Lega smantella il business dell’accoglienza”

  1. Il governatore ha chiarito che la Provincia continuerà ad aiutare chi fugge dalle guerre. Domanda: chi fugge realmente dalle guerre? Quasi nessuno di quelli che arrivano in Italia. Chi ha la guerra in casa combatte per la libertà propria, della propria famiglia e della propria patria. Al massimo trova riparo nei paesi vicini in modo da poter tornare a casa non appena si presenta l’occasione. Tutti gli altri sono clandestini che vengono a farsi mantenere, possibilmente a vita

  2. NON OSPITERÀ ITALIANI MA I VERI RIFUGIATI DI GUERRA 😡😡😡MI CHIEDO MA CHE MINCHIA NE FACCIAMO DI STA FECCIA A CHE CAZZO CI SERVONO..PERCHE AIUTARLI😡😡😡NON SONO ITALIANI E NON POSSIAMO AIUTARE TUTTA LA MERDA DA FUORI😡😡😡IL GOVERNO DE SPENDERE X GLI ITALIANI.

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