Ecco le cantine dove i profughi hanno stuprato la disabile italiana per 30 ore

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Ecco in quali cantine i cosiddetti profughi hanno stuprato una ragazzina italiana disabile, rapita mentre stava andando a scuola:

Le associazioni e le cooperative che ”lavoravano” dentro il MOI da anni ( con contributi pubblici) non sapevano, non…

Posted by Comitato Ex-Moi Lingotto on Friday, December 21, 2018

Nelle cantine di cui sopra l’incubo durò più di un giorno. Trenta ore in balia di tre immigrati, sequestrata nelle palazzine dell’ex Moi e violentata più volte da profughi che da anni vivevano in quelle che erano le palazzine olimpiche realizzate per Torino 2006.

Torniamo a parlare del dramma terribile vissuto dalla ragazza disabile di 21 anni, perché proprio questi giorno c’è stato lo sgombero definitivo. Finalmente.

In appello le condanne: 8 anni e quattro mesi di carcere per i primi due profughi africani, otto anni all’altro profugo africano. Quella che per noi è una condanna ridicola.

Il brutale stupro avvenne nel maggio del 2016: i tre profughi avevano 28, 31 e 32 anni.

In appello, come in primo grado, i difensori avevano difeso gli stupratori con la bizzarra tesi della “difficoltà di esprimere consenso” da parte della ragazzina e sulla capacità dei tre imputati di riconoscere il suo stato di infermità.

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Se non sono capaci di capire che una ragazzina è disabile mentalmente e che non vuole essere stuprata da loro, è evidente che l’Italia non è il posto per questa gente dal QI troppo basso rispetto alla media europea.

E torniamo a parlare dello stupro per un altro motivo. Centro dello spaccio cittadino, occupate da clandestini e abusivi, le palazzine ex-Moi sono ora state sgomberate. Ma dopo anni.

Nemmeno l’ordalia di questa povera vittima aveva fatto sì che venissero sgomberate il giorno dopo. Anzi, parte degli ‘abitanti’ è stata effettivamente fatta uscire: spostata in comodi appartamenti messi a disposizione da Comune grillino, Regione Pd, Vescovo e fondazioni bancarie. E anche gli ultimi, tranne quelli che hanno rifiutato, sono finiti in locali di cui sopra.

Come premio. Evidentemente.




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