Stangata populista per il Vaticano: 1 miliardo di tasse

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Stop alle agevolazioni Ires per la Chiesa. È questa, a quanto apprende l’Adnkronos, una delle misure introdotte nel maxiemendamento del governo alla manovra

Nel vertice di governo di domenica scorsa a Palazzo Chigi si era ragionato sull’ipotesi di riscuotere l’Imu, applicando, con una norma ad hoc, la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che imponeva alla Chiesa di pagare l’Ici sugli immobili commerciali e al governo di recuperarla, riformando una decisione della Commissione che escludeva la chiesa dal pagamento della tassa negli anni 2008-2012 in virtù del fatto che fosse impossibile riscuoterla. Ma, muovendosi in questa direzione, gli introiti sarebbero finiti nelle casse dei Comuni. Da qui la decisione del governo di “ripiegare” sull’Ires. Per il Vaticano l’esenzione Ires vale quasi un miliardo di euro.

E saranno tempi duri, vista la stretta sull’accoglienza.

Ecco i conti di quanto rende l’accoglienza al Vaticano: 23000x35x365=255.500.000 , significa che ogni anno, i contribuenti italiani versano al Vaticano più di un quarto di milione di euro.

Con questa cifra potremmo assistere tutti i disabili gravi italiani.

E visto che il business Vaticano con i profughi va avanti ormai dal 2011, e che mediamente il numero di ‘ospiti’ è rimasto tra oscillazioni varie quello di oggi, facciamo un altro calcolo, e scopriamo quanto avremo versato al Vaticano e alla Caritas alla fine di quest’anno: 255.500.000×8=2.044.000.000 , ovvero oltre 2 miliardi di euro! Una cifra mostruosa, perché loro sollazzassero decine di migliaia di giovani maschi africani.

Intollerabile.

Se tenete conto che la media di chi è ospite delle strutture per la ‘protezione umanitaria’ ora abolita da Salvini, comprese quelle gestite dalla Chiesa, è di oltre la metà, allora è chiaro perché Caritas e compagnia siano contrari: si sono pappati oltre 1 miliardo che non avrebbero dovuto papparsi. E i loro incassi per i prossimi anni si dimezzeranno, minimo.

Tempi duri.




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