Nel silenzio l’Italia approva il Global Compact sui rifugiati

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C’è un altro Global Compact: quello sui rifugiati. E ne abbiamo parlato:

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E ieri l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo ha approvato. Sono solo due i Paesi che hanno respinto l’accordo internazionale: Stati Uniti e Ungheria. Tre gli Stati che sino astenuti. L’Italia, che non ha voluto adottare il Global Compact sui migranti, ha invece votato a favore di quest’altro documento internazionale. Come del resto aveva votato a favore di quello sui ‘migranti’, senza poi firmarlo.

L’atto approvato dall’Assemblea Generale Onu pone una serie di obiettivi, fra i quali spiccano il miglior accesso ad assistenza sanitaria e istruzione per i rifugiati nei Paesi d’approdo. Come il Global Compact sui migranti firmato a Marrakech, anche il documento approvato oggi dall’organo Onu non è legalmente vincolante. Ma lo diviene una volta che i magistrati iniziano a tenerne conto nelle loro sentenze, prendendolo come pezzo d’appoggio per rendere impossibili espulsioni e garanti la primazia agli italiani per quanto riguarda il welfare.

Alcuni dei punti inclusi nel patto per i rifugiati sono i seguenti:

Il concetto di rifugiato è esteso alle persone colpite dal cambiamento climatico (paragrafo 12).

Ogni quattro anni ad iniziare dal 2019, un forum globale per i rifugiati controllerà e produrrà un indice di come ciascun paese ha rispettato gli obblighi dell’accordo (paragrafi 17-19).

Verrà istituita una rete accademica globale con università, associazioni e istituti di ricerca per creare opportunità per i rifugiati per l’istruzione, la ricerca e le borse di studio (paragrafo 43).

Promuovere un atteggiamento positivo nei confronti dei rifugiati trasferiti da un paese all’altro (paragrafo 90).

Il testo del trattato del patto dei rifugiati delle Nazioni Unite può essere letto nella sua interezza qui.




2 pensieri su “Nel silenzio l’Italia approva il Global Compact sui rifugiati”

  1. Dovrebbe essere l’ambasciatrice Mariangela Zappia visto che lei è rappresentante permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite. Immagino si sarà consultata preventivamente col ministero degli esteri per pararsi. Forse il ministero degli esteri avrà fatto una comunicazione formale alla presidenza del consiglio.
    Conte lo sapeva ? Salvini è stato informato ?

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