La scure di Salvini sui finti profughi a Milano: «Tagliati 8 centri»

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Corsi d’italiano, tirocini formativi e in qualche caso persino il lavoro, quello «vero». In una parola: razzismo contro gli italiani. È il famigerato SPRAR, nato come snella rete di sostegno a piccoli gruppi di veri profughi e trasformato dai governi PD in questi anni in un vero e proprio piano di colonizzazione del territorio.

A Milano, ad esempio, ci sono otto diversi centri e altri più piccoli gestiti da sedicenti Onlu$. In totale 422 stranieri assistiti e mantenuti dagli italiani.

Senzatetto muore nella Milano che pensa solo ai finti profughi

Una cifra che il Comune PD avrebbe voluto per l’anno prossimo persino rivedere all’insù, innalzandola a quota mille. E che invece, grazie al decreto Salvini, potrebbe essere azzerata.

Per poter aprire i centri Sprar i Comuni aderiscono al bando che il ministero dell’Interno pubblica due volte all’anno. Le amministrazioni chiedono finanziamenti per il numero di posti che intendono mettere a disposizione e il Viminale ha l’obbligo di rispondere entro il primo luglio (per chi ha aderito entro il 30 marzo) oppure entro il primo dicembre (per chi ha fatto domanda entro il 30 settembre). A luglio il governo ha convocato la commissione che avrebbe dovuto giudicare le adesioni e pubblicare le graduatorie, cosa che non è mai avvenuta. Nel frattempo è stato invece approvato il decreto Sicurezza che non prevede più queste due finestre.

Il progetto attuale, quello appunto che sta offrendo percorsi d’integrazione a 422 stranieri, scade a dicembre 2019. Per quella data Palazzo Marino dovrebbe avere la certezza di avere il nuovo finanziamento e il tempo di fare il nuovo bando. Ma solo per la gara ci vuole almeno un anno di tempo. «C’è il pericolo concreto che si arrivi alla scadenza del progetto e non si sia fatto in tempo a portare a termine le procedure di gara per avere i posti», dicono dall’assessorato: «E a oggi non sappiamo se e quanti posti verranno finanziati». «Il piano di Salvini è chiarissimo — commenta l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino —: vuole impedirci l’accoglienza di qualità».

«Noi comunque andiamo avanti», dice Majorino: «Perché il nostro sistema spesso viene portato a modello a livello internazionale proprio in relazione a quelle esperienze che vogliono impedire che i migranti divengano nuovi sottoproletari». Come quello di Riace.

«Abbiamo ridotto di 100 mila gli sbarchi, capisco che a sinistra qualcuno sia nervoso perché hanno perso un bel po’ di quattrini», ha detto ieri Matteo Salvini in visita in città parlando delle lamentele del Comune, dal centrosinistra e dalle associazioni che guadagnano con i fancazzisti. E ha snobbato le deliranti critiche, confermando che il centro accoglienza di Via Corelli: «Diventerà un altro Cie, un centro per le espulsioni, perché dopo aver ridotto gli sbarchi stiamo lavorando come matti per aumentare le espulsioni. Si mettano l’anima in pace quelli che contavano sul business dell’immigrazione clandestina che fatturava 5 miliardi all’anno». «Inoltre con il decreto Sicurezza — ha rivendicato il ministro dell’Interno e segretario della Lega— ci sarà più rigore e più opportunità per i rifugiati veri, perché le politiche della sinistra mettevano tutti nello stesso pentolone. Noi i profughi veri li mettiamo dove meritano, gli altri li rispediamo a casa».

Insieme a Majorino. Che abbandona i senzatetto locali per ospitare finti profughi a spese degli italiani.




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