Lucano, i soldi dell’accoglienza per la bella vita

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La relazione del Tribunale dei Riesame di cui abbiamo già parlato in altri due articoli, evidenzia anche quanto l’ex sindaco di Riace abbia tratto vantaggi personali dal famigerato ‘modello Riace’.

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Lucano, definito “pericoloso” dagli inquirenti, era pronto a tutto.

“Hanno accertato gli operanti documentalmente – scrivono i giudici del Riescame – che a far data dal 4 gennaio 2015 fino al 16 novembre 2016, Zurzolo (colui che effettuava i bonifici per Martina Lucano, ndr) aveva effettuato versamenti per complessivi 9200 euro per il pagamento del canone di locazione in favore della figlia dell’indagato. Si tratta di bonifici di 400 euro cadauno per “canone affitto Lucano Martina“.

“Lui a me il favore me lo ha fatto – dice Zurzolo a un altro indagato intercettato – ma io poi non sono rimasto indietro, gli ho mandato miei attrezzi, miei operai, lui queste cose se le dimentica”.
“Quando gli facevi i bonifici alla figlia pure“, è la risposta di Ammendolia. “I bonifici che gli facevo alla figlia ogni mese”, conferma Zurzolo.

Non solo. Le case per i profughi affittate ai visitatori: “La gestione allegra e senza misura del denaro pubblico – accusano i giudici – trova peraltro riscontro riguardo a talune case (Atena, Piazza e Lollo), non destinate all’accoglienza dei rifugiati e degli immigrati, ma destinate a una sorta di asserita politica dell’accoglienza e utilizzate per ricevere ospiti del Lucano provenienti da ogni parte d’Italia in occasione delle manifestazioni estive, come il Riace film festival o la festa patronale”.

“Sapete invece a me cosa mi preoccupa di più della rendicontazione e cose varie? Le due case Atena e Piazza”, dice Cosimina Ierinò, segretaria dell’ex sindaco a Lucano e a un’altra persona. “Ma tu metti paura agli stupidi così, sembra che ti cali il pane Cosimina, ma che cazzo dici? Quelle là neanche risultano da nessuna parte”.

Non le faceva risultare.

Ma il mago di Riace aveva messo insieme un grande patrimonio. Insieme alla sue nuova compagna Lemlem, definita dagli inquirenti “astuta e spietata”, e sul cui conto erano passati, in un solo anno, 121mila euro.

Soldi che, oltre alla bella vita, servivano anche a corrompere ufficiali in Africa. Per farsi inviare qualcuno?




Un pensiero su “Lucano, i soldi dell’accoglienza per la bella vita”

  1. Tesfahun Lemlem potrebbe anche essere una “spia” o meglio, agente di una potenza forse anche non asservita ad uno stato e come tale andrebbe arrestata ed interrogata con gli stecchi sotto le unghie. Lucano è solo un delinquente nemmeno troppo furbo, e la presenza del cioccolatino al suo fianco lo testimonia. Essere un semplice ladro di galline e farsi impiccare per tradimento non è una mossa furba.

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