Vangelo secondo Bergoglio: “Gesù era un profugo”

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Ormai è chiaro, Bergoglio ha una religione tutta sua: Vangelo secondo Bergoglio.

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“Il Natale è sempre nuovo, perché ci invita a rinascere nella fede, ad aprirci alla speranza, a riaccendere la carità. Quest’anno, in particolare, ci chiama a riflettere sulla situazione di tanti uomini, donne e bambini del nostro tempo – migranti, profughi e rifugiati – in marcia per fuggire dalle guerre, dalle miserie causate da ingiustizie sociali e dai cambiamenti climatici”.

Non dire falsa testimonianza è uno dei comandamenti più importanti. Bergoglio lo viola continuamente: da quali guerre fuggono i nigeriani e i ghanesi di Famiglia Cristiana? Quali sarebbero i sedicenti cambiamenti climatici dai quali fuggono i pakistani?

Poi il suo Vangelo personale

Anche Gesù proveniva “da un altro luogo”: “dimorava in Dio Padre” ed è “venuto ad abitare in mezzo a noi, in mezzo ai nostri limiti e ai nostri peccati, per donarci l’amore della Santissima Trinità”. “L’ira violenta di Erode” poi costrinse il “piccolo Gesù” a vivere la condizione della “metà dei profughi di oggi”: “bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane”.

Quindi, il nigeriano che paga migliaia di euro per venire in Italia, è come Gesù che tornava a casa per il censimento. Non fa una piega.

“A questi drammi la Chiesa risponde con tante iniziative di solidarietà e assistenza, di ospitalità e accoglienza. C’è sempre molto da fare, ci sono tante sofferenze da lenire e problemi da risolvere. C’è bisogno di un coordinamento maggiore, di azioni più organizzate, in grado di abbracciare ogni persona, gruppo e comunità, secondo il disegno di fraternità che accomuna tutti. Ecco perché è necessario fare rete”.

Ecco la rete:

Gesù non era un ‘profugo’. E soprattutto non era un clandestino come il 99% di chi viene in Italia.




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