L’esercito di 75mila estremisti islamici nel cuore d’Europa

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Nei quattro paesi europei più colpiti dagli attacchi terroristici – Gran Bretagna, Francia, Belgio e Germania – il numero degli estremisti islamici ufficiali ha raggiunto i 75.000. Un vero esercito, in servizio attivo.

Non è ovviamente un caso che siano, oggi, anche i paesi a più alta densità di abitanti islamici: il pesce nuova nel suo mare.

Oggi, la conquista jihadista dell’Europa non è più impensabile. Ma, paradossalmente, gli attacchi la mettono a rischio, perché possono svegliare chi ancora oggi finge di non vedere quello che sta accadendo: la conquista è demografica. Avviene attraverso l’immigrazione.

I funzionari dell’intelligence hanno identificato 25 mila estremisti islamici residenti in Gran Bretagna come potenziali terroristi. Questa cifra rivela la reale portata della minaccia jihadista nel Regno Unito. Impossibili da monitorare, e questi sono quelli ‘conosciuti’.

Le autorità francesi sorvegliano, invece, oltre 20 mila islamisti, secondo un database creato nel marzo 2015 e gestito dall’Unità di coordinamento della lotta antiterrorista (Uclat). Sono i famosi ‘fiche S’, come Cherif, che l’altra sera ha sparato sulla folla del Natale a Strasburgo.

In Belgio, la lista dei musulmani schedateidai servizi antiterrorismo è sempre più lunga passando da 1.875 sospetti nel 2010 a 18.884 nel 2017. Ora sfiorano le ventimila unità. A Molenbeek, il celebre nido jihadista di Bruxelles, la capitale dell’Unione Europea, i servizi di intelligence monitorano 6.168 islamisti. Si pensi a questo: 18.884 jihadisti belgi rispetto a 30.174 soldati belgi in servizio attivo.

In Germania, il numero dei potenziali jihadisti è esploso da 3.800 nel 2011 a 10 mila, secondo Hans-Georg Maassen, direttore dell’Ufficio per la protezione della Costituzione (l’agenzia di intelligence interna della Germania).

Questi islamisti hanno costruito una potente infrastruttura del terrore nelle città europee. Tali basi del terrore sono enclave multiculturali, volontariamente isolate dal resto della popolazione, in cui i musulmani estremisti promuovono il fondamentalismo islamico e applicano la Sharia, la legge islamica – come i Tower Hamlets Taliban, nella parte orientale di Londra; le banlieu francesi e il “triangolo della sharia” dell’Aja, conosciuto nei Paesi Bassi come “mini-califfato”. Questi musulmani estremisti possono tranquillamente procurarsi le armi dai Balcani, dove, grazie alle frontiere aperte dell’Europa, sono in grado di recarsi con facilità. Essi possono anche ottenere il denaro dall’estero, grazie a paesi come il Qatar e l’Arabia Saudita. Questi islamisti hanno inoltre la capacità di autofinanziarsi con l’aiuto delle moschee che controllano e attraverso le “risorse umane” offerte dai migranti che attraversano il Mediterraneo in massa.

Venticinquemila potenziali jihadisti nel Regno Unito, 20 mila in Belgio, 10 mila in Germania, 20 mila in Francia. Che cosa ci dicono questi numeri? Che si potrebbe avere una guerra in Europa “nel giro di pochi anni”, come ha dichiarato il capo dell’esercito svedese, il generale Anders Brännström, ai suoi uomini. Ma per quel tempo, grazie allo Ius Soli, non avremmo più eserciti etnicamente puri con i quali combatterla: un po’ come i Romani al tempo dei Barbari ormai infiltrati nelle legioni.

Si pensi agli attacchi terroristici che hanno avuto luogo in Europa negli ultimi anni:

Stragi islamiche hanno fatto 627 morti in Europa


Il terrorismo in Europa ha ucciso 10.537 persone in 18.803 attacchi segnalati come tali e la situazione è sempre più grave:

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Ma questo è solo l’aspetto sanguinario di un problema più profondo: quella islamica è una conquista demografica dell’Europa.

Però, nonostante questo, non fermiamo l’immigrazione islamica. Non abroghiamo i ricongiungimenti familiari. Non torniamo allo Ius Sanguinis.

Il nemico non è alle porte: è nelle nostre città, è nelle nostre sale parto. E’ inutile bombardare Raqqa, la guerra è qui. Va combattuta nei ghetti islamici. Qualcuno ha già cominciato: loro.

E mentre gli immigrati di prima, seconda (e terza) generazione fanno strage ovunque, in Europa, con il sostegno dei profughi, qualcuno qui protesta contro i porti chiusi e il decreto Salvini.

E’ incredibile che in una situazione come quella attuale, con gli immigrati di seconda generazione ‘britannici’, ‘francesi’ e ‘belgi’ che uccidono i loro ‘concittadini’ in nome dell’Islam, la sinistra e il Vaticano siano impegnati nel propagandare la strada già maledettamente percorsa da Regno Unito, Francia e Belgio. Folli. Criminali.

Il fatto che, in mezzo a continui attacchi islamici, che hanno ormai trasformato i Paesi dove l’immigrazione è meno recente, in veri e propri campi di battaglia, il PD e gli altri fanatici persistano sulla strada dello Ius Soli, è totalmente irrazionale.

Come se la natura di un individuo potesse essere decisa da un “percorso di integrazione”. Provino, i pataccari dell’integrazione, a trasformare un Nigeriano in Cinese dopo un percorso di integrazione a Shangai. Ci sono differenze, sia fisiche che psichiche (le quali altro non sono che l’espressione mentale di complesse differenze di natura neurale), che non possono essere compresse e stravolte. Permangono.
Per questo, una gallina non potrà mai ruggire, anche se vivesse tutta una vita con dei leoni. Posto che i leoni non se la mangino prima.

Ma la parte sinistra della nostra politica attuale, non è popolata né da leoni né da galline, bensì da vacche in vendita al migliore offerente.

Noi, però, non siamo in vendita.




Un pensiero su “L’esercito di 75mila estremisti islamici nel cuore d’Europa”

  1. Infatti il mio sospetto e’ che qualcuno abbia dato semaforo verde all’attentato per zittire i gilet gialli.Islamisti e globalisti lavorano in sinergia.I globalisti,secondo me,credono di poter controllare gli islamici ma non hanno letto la storia dell’apprendista stregone.

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