Imam proibisce stampanti: sono contro l’islam

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Stampanti 3D vietate in Kuwait. Per evitare il rischio di costruirsi il proprio ‘idolo’ in casa, contravvenendo così a uno dei pilastri dell’Islam: l’iconoclastia.

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Il 15 settembre, in un video girato in un centro commerciale del Kuwait, un uomo mostra come funziona la stampante 3D, ottenendo una perfetta replica di se stesso.

Subito, Othman al-Khamis, autorità religiosa del Paese, ha bollato la nuova tecnologia come “un grande male” che rischia “di far rivivere l’idolatria”. Dovete sapere che l’idolatria araba precede l’islam, per questo terrorizza i musulmani.

Ecco così la fatwa che ha costretto Abdullah al-Roumi, presidente del Governatorato di Hawally (la zona del Kuwait dove è concentrata la maggior parte dei prodotti informatici del Paese) ad imporre la chiusura dei negozi che vendevano queste stampanti, pur in assenza di una legislazione che proibisse la cosa.

Oltre al divieto di riprodurre in qualsiasi modo Allah, l’associare a lui altre entità o divinità contraddice il monolatrismo islamico. L’idolatria è dunque una delle accuse più serie nei Paesi islamici ed è punita con la morte.

Lo stesso imam, lo scorso anno si era scagliato contro Photoshop, definendolo contro Allah.




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