Niente più sbarchi: dopo 12 anni chiude il Gicic

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Non ci sono più sbarchi, e così chiude il Gicic, il gruppo interforze di contrasto immigrazione clandestina della procura di Siracusa, unico nel suo genere in Italia perchè composto da personale appartenente a varie forze dell’ordine, nato dodici anni fa e specializzato nel dare la caccia gli scafisti e ai trafficanti di clandestini. Con Salvini, non serve più, la lotta agli scafisti si fa in Libia, in Italia nemmeno arrivano.

A decidere di chiudere il gruppo è stato Fabio Scavone, il procuratore di Siracusa che lo coordinava fino a qualche settimana fa.

Il gruppo, in 12 anni, si è occupato di 1.084 sbarchi nel siracusano con un picco maggiore (742) registrato nel periodo 2011-2016, quello del Pd al governo, in cui sono sbarcati 100.5698 clandestini, per un totale di 128.569 migranti arrivati nei 12 anni. Tanto per dare le proporzioni di cosa abbia significato il PD al governo.

Indagini accurate e a volte complesse anche a livello internazionale che, in totale, hanno portato all’arresto di 1051 presunti scafisti e che hanno visto spesso gli uomini del Gicic effettuare trasferte all’estero.

Un lavoro certosino, di lunga esperienza acquisita sul campo, che era anche di collegamento e incroci dati dell’enorme banca dati, con volti e nomi, accumulato in questi anni dal Gicic per scoprire gli “alias”, gli “altri nomi” che gli scafisti già arrestati le prime volte usano per sperare di passare inosservati alle forze dell’ordine. Come Mohamed Abu Assan Ali, uno dei possibili nomi tra i 7 che l’uomo fornì ad uno sbarco ad Augusta. “Era uno scafista professionista, l’ultima volta che lo abbiamo arrestato alzò le mani e mi disse in un perfetto italiano: “Capo, mia dia un letto che sono stanco. Quando ha finito mi chiami”. Si è fatto 4 anni di carcere e poi – conclude Parini- ha ripreso a fare quello che sa fare perchè ci raccontò, aveva moglie e figli che doveva mantenere”.

Ora Mohamed, e altri come lui, dovrà trovarsi un altro ‘lavoro’: perché la pacchia è finita.




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