Presepe clandestino: Gesù è nero sul barcone che naufraga

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Nel Comune di Acquaviva delle fonti, Bari, è stata allestita una bizzarra rappresentazione della Natività.

In questo Presepe da Ong, Giuseppe e Maria sono due manichini-clandestini sul barcone che naufraga e Gesù al centro di un salvagente. Il Bambinello, all’inizio normale, è stato sostituito con uno nero: non abbastanza politicamente corretto.

“Il bambino nasce nel mare, dove con Giuseppe e Maria, profughi, non accolti da nessuno vive l’esperienza che molti migranti affrontano nel nostro Mar Mediterraneo”, si legge nella nota di accompagnamento del Presepe dello Scafista che riscrive il Vangelo, visto che Giuseppe non era un profugo ma, al contrario, stava tornando a casa sua, a Betlemme, per farsi censire: l’opposto di un clandestino, insomma.

Ma sul Prese dello Scafista si legge il contrario: “Maria e Giuseppe si videro obbligati a partire. Si trovarono ad affrontare la cosa forse più difficile: arrivare a Betlemme e sperimentare che era una terra dove per loro non c’era posto”. Un po’, prosegue il messaggio, come i migranti di oggi, costretti a “separarsi dai loro cari e dalle loro case”.

In realtà non c’era posto, e vennero fatti accomodare, come usanza del tempo, in una sorta di stalla.

Francesco Colafemmina, filologo, esperto d’arte e, alle ultime elezioni candidato alla carica di sindaco proprio ad Acquaviva delle fonti, commenta così a ilGiornale: “Per dieci anni ho combattuto gli scempi nell’arte e nell’architettura sacra, sinceramente non avrei mai immaginato che nel mio paese, nella mia Puglia si potessero realizzare simili orrori. La Puglia che ha dato i natali a grandi maestri come Stefano da Putignano, autore di un meraviglioso presepe del XVI secolo custodito nella chiesa madre di Polignano, è diventata teatro di simili reinterpretazioni laiche e blasfeme del presepe in nome dell’immigrazionismo”.




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