Coop e Ong facevano cresta sui migranti: 16 sotto inchiesta

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Fingevano di avere più fancazzisti di quelli che avevano, facendo la cresta sui fondi pubblici per l’accoglienza.

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Ora sono nel mirino della Procura e la Guardia di Finanza le associazioni, cooperative e Onlus, che si occupano dell’accoglienza dei migranti a Ferrara e provincia.

Ieri mattina è scattato il blitz delle Fiamme Gialle che ha impegnato 70 uomini (oltre che a Ferrara anche a Verona, Padova e Palermo) che, su disposizione del sostituto procuratore Andrea Maggioni, si sono recati nelle sedi di 16 strutture alla ricerca di tutta la documentazione utile per poter eseguire un approfondito controllo sulla corrispondenza effettiva tra denaro ricevuto per i servizi di accoglienza e presenze effettive.

L’ipotesi di reato è quella di falso e truffa allo Stato nell’erogazione di fondi pubblici.

Le coop e le associazioni indagate hanno gestito i progetti Sprar i centri Cas (Centri Accoglienza Straordinaria) in base al bando pubblicato dall’Asp – responsabile dell’accoglienza in base alla convenzione siglata con la Prefettura di Ferrara.

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Secondo fonti della Procura le società oggetto d’indagine sono tutte quelle attive nell’accoglienza in tutta la provincia di Ferrara. La Guardia di Finanza parla di 16 strutture.

Secondo la graduatoria specifica per l’accoglienza in strutture civili nel bando 2018 di Asp, le strutture attive sono quelle gestite da tre associazioni temporanee d’impresa (Ati) e da una coop da sola. Nel dettaglio (in ordine di graduatoria) ci sono l’Ati è composta dalla Onlus Amici della Caritas e coop Ballarò (con sede a Palermo); poi la coop Un Mondo di Gioia (che ha sede legale a Monselice, in provincia di Padova); una seconda Ati, composta dalla coop Onlus Meeting Point, la coop La Spagnolina, l’associazione Accoglienza, la coop Eccoci, l’associazione Mons. Filippo Franceschi e l’associazione Viale K. La terza Ati è composta da Camelot, la coop Vivere Qui, il Centro Donna e Giustizia, l’associazione Nadiya, l’Istituto don Calabria (che ha sede legale a Verona). L’ultima Ati è composta dalle coop Matteo 25 e Airone.

Secondo la convenzione tra Prefettura e Asp per l’anno 2018, l’accoglienza a Ferrara ha un costo stimato di quasi 20 milioni di euro, ipotizzando 1.500 immigrati accolti per l’interno anno, al costo di 35 euro a persona.

Camelot, che è la più grande tra società coinvolte, sostiene “la cooperativa ha fornito la massima collaborazione mettendo a disposizione da subito tutta la documentazione richiesta, ritenendo corretto e doveroso che vi sia un costante monitoraggio di tutte le attività in cui vengono impiegati finanziamenti pubblici”.




Un pensiero su “Coop e Ong facevano cresta sui migranti: 16 sotto inchiesta”

  1. Queste coop e ong varie sono nate come funghi prataioli.Il vil danaro non è disdegnato da coloro che predicano povertà e amore verso tutti,ma non per loro,approfittatori e arruffoni di ogni bene.

I commenti sono chiusi.