Sua figlia uccisa da migrante: lui diventa della Lega

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“Ad aprile saranno 12 anni che è morta mia figlia, uccisa in metro con cattiveria e crudeltà. Nessuno potrà mai farmela riabbracciare, ma almeno per la sua memoria chiedo un risarcimento. Chi ha responsabilità in quello che è successo deve pagare”.

A parlare è Giuseppe Russo, papà di Vanessa, la ragazza italiana di 22 anni morta ad aprile del 2007 nella metropolitana di Roma dopo essere stata trafitta con un ombrello in un occhio da una romena.

Per l’uccisione di Vanessa Russo fu condannata a 16 anni di carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, Doina Matei. Che poi:

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“Non è per una questione di soldi – precisa il papà di Vanessa Russo – Lo devo a mia figlia. Vorrei impostare una causa civile. Non so se contro lo Stato, il Comune o l’Atac, ma qualcuno deve pagare. Se non altro perché ci sono persone come Doina Matei che vengono fatte circolare liberamente nelle nostre città, senza permesso di soggiorno, e riescono a uccidere i nostri figli. Di chi è la colpa se mia figlia è morta così nella metro?“.

Dovrebbe pagare Prodi, furono lui e la sinistra ad aprire i confini ai romeni senza applicare la clausola di salvaguardia.

Salvini, prendi in mano il dossier comunitari, non è possibile che siccome siamo nello schifo chiamato Ue, la feccia dei Paesi membri possa, liberamente, circolare in Italia. Altrimenti usciamone. Quattro euri non valgono la vita di uno di noi. E da quando la Romania è in Ue, di noi ne sono morti tanti. Troppi, per mano loro.

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Se siete del PD, votate Salvini prima che uccidano vostra figlia.




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