Voodoo, schiavitù e stupro: condannati profughi nigeriani

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Riduzione in schiavitù, violenza sessuale e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di donne da sfruttare come prostitute.

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Ad unire tutto dei riti ju-ju (è il voodoo nigeriano) che terrorizzavano le donne rendendole di fatto disposte a far qualsiasi per chi aveva acquisito con la magia un potere su di loro.

Importiamo sui barconi criminali, spacciatori e prostitute convinte che la magia nera ti imponga di battere.

Per queste accuse sono stati condannati a 12 anni Lawrence Saribo, nigeriano 40enne, e la sorella Oliva Atuma, 31 anni residente a Merano con il marito Justice Ehiorobo, 28 anni: tutti con permesso di soggiorno per motivi umanitari. Gli ultimi due hanno patteggiato 3 anni e 8 mesi. Coinvolto anche un altro fratello, Harrison Atuma che in abbreviato è stato condannato a 3 anni.

Una famiglia con la protezione umanitaria.

Tutto iniziava in Nigeria, poi l’arrivo in Libia. E poi l’ultima tratta per arrivare in Italia. Il trasferimento nei centri d’accoglienza e l’ingresso nel mondo della prostituzione.

Pd e Ong hanno lavorato, quanto inconsapevolmente non è dato sapersi, per la mafia nigeriana.

Le nigeriana, tutte dai 20 ai 30 anni, venivano reclutate in Nigeria e sottoposte a rito voodoo, in modo che fossero vincolate al pagamento del debito (30mila euro), delle spese per raggiungere l’Italia.




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