Uomo massacrato sul treno: gli studenti ‘italiani’ parlavano arabo

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Rimprovera ragazzi molesti: massacrato sul treno

Aggredito a calci, colpito al volto a pugni e insultato, solo perché ha chiesto a un gruppo di cinque giovani di non restare sdraiati sui sedili del treno, occupando cinque file di posti, quando i passeggeri accalcati erano tutti costretti a stare in piedi. È quanto accaduto ad un 55 enne brianzolo, picchiato selvaggiamente su un treno regionale Lecco-Milano Porta Garibaldi sotto gli occhi della moglie, venerdì mattina.

I media hanno subito definito gli aggressori come italiani, ma emerge un particolare che c’era sfuggito:

Invece no. Infatti si legge:

Uno dei ventenni gli stava ancora addosso, insultandolo in italiano e in arabo, come riferito dal poliziotto. Frapponendosi tra quest’ultimo e la vittima dell’aggressione, l’agente è riuscito a bloccare uno degli aggressori e ad avvisare la centrale perché mandasse rinforzi. Quando il treno si è fermato in stazione a Monza, ad attendere la banda di giovani violenti c’erano gli agenti della Polfer. Nonostante ciò alcuni dei giovani sono riusciti a sferrare altri calci e pugni al 55 enne, prima di essere immobilizzati e fermati. Trasportato in ospedale, l’uomo è stato medicato e sottoposto ad accertamenti per una frattura allo zigomo e una all’orbita oculare sinistra. Rischia di dover essere operato per le lesioni subite.

Insomma, i soliti ‘nuovi italiani’.




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