Profugo spacciava agli studenti delle superiori

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Polemiche dopo l’ennesimo caso di profughi beccati a spacciare droga.

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Stavolta davanti alle scuole superiori di Magenta, in Lombardia. Un diciottenne richiedente asilo domiciliato alla ex Vincenziana e un minorenne di 17 anni di Cuggiono, studente all’istituto Einaudi. Dopo essere stati trasferiti nel carcere di San Vittore l’uno e al Beccaria l’altro, sono stati accompagnati in aula per la convalida degli arresti.

«Abbiamo fatto un ottimo lavoro insieme ai carabinieri – ha commentato soddisfatto l’assessore alla Sicurezza Simone Gelli –, un’attività sinergica e coordinata che ha portato risultati. È il chiaro segno che il lavoro paga».

Vendevano droga agli studenti di due scuole: il Quasimodo e l’Einaudi.

Spiega l’assessore Gelli scalpita e commenta: «Poco tempo fa, parlando della questione moschea, ho avuto un colloquio con alcuni di loro. Incontro al quale ha partecipato anche un mediatore culturale che poi, in realtà, era un interprete. Mi chiedo come sia possibile che, dopo più di quattro anni, non abbiano ancora imparato l’italiano in modo sufficiente. Eppure si parlava di corsi organizzati periodicamente e non solo di italiano. Ma necessari per garantire l’integrazione».

Ma quale cazzo di integrazione, devono tornare in Africa.
L’integrazione c’è stata, ma nel mondo dello spaccio.




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