Ci andiamo a prendere immigrati anche in Turchia!

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Vi abbiamo informato poco fa di questo:

Ora ci andiamo a prendere 1.000 immigrati in Libano

Non si fermano qui. Questa notizia la leggere solo su Vox, oltre che sul giornale locale, dove appare con molta nonchalance.

Continua infatti l’impegno della Chiesa italiana attraverso Caritas Italiana e la rete delle Caritas diocesane per promuovere il business dell’immigrazione.

Ieri, mercoledi’ 28 novembre, nel silenzio generale, si è concretizzato il primo corridoio “umanitario” dalla Turchia promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso Caritas Italiana, in complicità con la Nunziatura Apostolica di Ankara.

Tre famiglie irachene, 12 persone, fuggite da Mossul, dove nel frattempo è scoppiata da anni la pace, hanno raggiunto l’Italia “grazie” a questo programma.

Le diocesi di Bari, Como e Bergamo provvederanno all’accoglienza e al lavoro. Quello che non fanno per i giovani disoccupati locali, che sono tantissimi soprattutto a Bari.

Giovedì 29 novembre è arrivato un altro corridoio umanitario dalla Giordania che portera’ nella diocesi di Lodi 8 nordafricani.

Ora, qualcuno ci deve spiegare perché l’Italia debba importare 12 immigrati dalla Turchia e 8 nordafricani dalla Giordania.

In nessuno di questi Paesi c’è la guerra, e in nessun dei Paesi di provenienza nemmeno: perché non aiutare, ad esempio, i 12 iracheni a tornare a Mossul, dove la guerra è finita un paio di anni fa? Quanto ai nordafricani beh, non c’è molto da dire.

Non è tanto il numero, ovviamente, a preoccupare, per questi due casi, quanto il fatto che gli arrivi siano praticamente ‘riservati’: quanti sono, in realtà, che arrivano in questo modo?

Ps. Sappiamo che questi sono accordi presi dal precedente governo. Ed è per questo che diffondere le notizie e mostrare a chi governa oggi che gli italiani sono contrari è importante: questi accordi non vanno rinnovati. Non vogliamo via aereo quelli che non arrivano più con i barconi.




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