Marocchino sventra ragazzino: “L’ho fatto perché era omofobo”

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Ora hanno un nuovo jolly da giocare: l’omofobia. Qualunque cosa significhi.

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La deposizione dell’uomo durante l’udienza in aula, di convalida del fermo di polizia, fornisce una versione dei fatti completamente diversa da quella data dal gruppo di amici del 17enne ferito sabato sera in San Salvario e finito ospedale con un taglio profondo all’addome e una prognosi di 30 giorni.

Marouane El Fentani, 28 anni, marocchino, arrestato per tentato omicidio per avere sventrato con un coccio di bottiglia un ragazzino di 17 anni, questa mattina è comparso davanti al giudice: “La vittima sono io. E’ stata un’aggressione omofoba. Stavo per entrare in un locale gay e sono stato aggredito”, ha raccontato, assistito dal suo legale Elena Emma Piccatti.

I ragazzi avevano spiegato di essere stati feriti da uno spacciatore perché si erano rifiutati di comprare la droga. Nella ricostruzione data dal 17enne, El Fentani lo aveva colpito in testa con la bottiglia e poi aveva usato i cocci per ferirlo all’addome dopo averlo inseguito.

Il gip ha deciso di convalidare il fermo di polizia motivando la sua scelta con il rischio di reiterazione del reato. A suo carico c’è un fascicolo per tentato omicidio e le indagini sono coordinate dal pm Anna Maria Loreto.




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