Tbc, Hiv, Meningite e Sifilide: ecco cosa c’era nei rifiuti di Aquarius

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Sapevano tutto gli indagati e a bordo delle imbarcazioni Aquarius e Vos Prudence, della grave situazione sanitaria dei clandestini che traghettavano, l’allerta era massima. Eppure, ancora poche ore fa, smentivano:

Aquarius, loro si vestivano così: a noi lasciavano i rifiuti infetti

Rischi che, secondo quanto riportato dai Report Rescues resi pubblici e riportati anche in un servizio de il Giornale, tra gli altri, erano stati messi nero su bianco.

Si legge di «trasmissione di virus o agenti patogeni contratti durante il viaggio». Pericoli che, però, non li hanno fermati dallo scaricare i i rifiuti dei clandestini, garze pregne di sangue comprese, in Italia. Senza alcun controllo. Nella spazzatura indifferenziata. Come si può vedere nei video e ascoltare dalle inquietanti intercettazioni:

Aquarius, intercettazioni: “Garze intrise di sangue, piscio infetto dei migranti” – VIDEO

Se gli ospedali facessero così, avremmo una situazione epidemiologica stile Sudafrica. E, alcuni esempio, li stiamo vedendo negli ultimi anni.

Ma i ‘volontari’ di Medici Senza Frontiere, pur «sapendo della pericolosità degli indumenti indossati dagli stranieri e dei rifiuti sanitari, gli indagati (14) se ne infischiavano e li riversavano in Italia, buttandoli dove capitava nei porti di primo approdo».

E come riporta ancora il Giornale, «dalle indagini della procura di Catania sui rifiuti pericolosi scaricati nei porti italiani dalle navi di Medici senza frontiere, sono infatti emersi particolari a dir poco inquietanti. E allora, per esempio emerge che, «pur essendo a conoscenza della pericolosità dei vestiti indossati dagli immigrati durante la traversata del Mediterraneo per arrivare nel Vecchio Continente, i volontari della Ong li scaricavano in Italia senza curarsi delle benché minime misure igieniche di sicurezza per evitare il contagio», tanto che, prosegue il quotidiano, «secondo quanto emerso dalle indagini, gli indagati smaltivano, “in modo indifferenziato, gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari, gli scarti degli alimenti somministrati” a bordo e “i rifiuti sanitari infettivi utilizzati per l’assistenza medica”, eludendo le rigide regole che imponeva loro di classificarli come pericolosi “ad alto rischio infettivo”».

Tanto che, è ormai un dato acquisito, la pericolosità dei vestiti indossati dai clandestini veniva addirittura segnalata anche nei rapporti sui salvataggi, nei quali si fa riferimento alle pesanti condizioni sanitarie delle persone assistite in mare della nave Aquarius.

Infatti, durante i salvataggi gli stessi volontari della Ong hanno segnalato frequenti casi di scabbia, Hiv, tubercolosi e meningite.

Sotto la lente di Zuccaro ben trentasette sbarchi operati dall’Aquarius, nave gestita dal Medici senza frontiere e da Sos Méditerranée, e altre sette effettuati dell’altra imbarcazione di Msf, la Vos Prudence. In totale, secondo la procura di Catania, ci avrebbero esposti a circa 24 tonnellate di rifiuti pericolosi.

Ma le procure delle altre città dove scaricava?

Ps. Quando invece li portarono in Spagna, a Valencia, i vestiti dei clandestini appena sbarcati finirono come nella foto in alto.




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