Sindaco Pd disarma gli agenti: niente Taser

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Salvini ha deciso di armare i vigili urbani dei grandi capoluoghi italiani – quelli più a rischio criminalità da importazione – con il taser. I sindaci Pd fanno resistenza.

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Com il sindaco di Prato, che rifiuta la proposta e chiede invece più soldi da destinare all’assunzione di nuovi agenti. Rigorosamente disarmati.

Qualcuno gli spieghi che la tecnologia permette in tutti i campi di fare con lo stesso numero di individui un lavoro superiore. Anche nel campo della sicurezza.

Da settembre il taser è già in dotazione alle forze dell’ordine nazionali in tutto lo Stivale, a partire dalle grandi città. Quindi è arrivata la possibilità di provarlo anche all’interno dei reparti dei vigili urbani: in un primo momento si tratta di due soli agenti per ogni città con più di 100mila abitanti.

“I nostri vigili urbani fanno già tanto, forse troppo – aggiunge Biffoni – Si occupano di sinistri stradali, edilizia, ambiente, pattugliamento, abbiamo i cani antidroga e c’è in ballo con la Regione Toscana il progetto dei vigili di quartiere.”

Favorevole invece all’introduzione del taser l’opposizione leghista in Consiglio comunale: “Il taser permette all’agente di non usare la pistola d’ordinanza. E garantisce una maggiore tutela anche alle donne del comando che si trovano di fronte a criminali di una certa stazza. Lo spray al peperoncino non sempre funziona, il taser è più efficace. E poi sarebbe un deterrente per gli stessi malviventi”.




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