Islamica vuole entrare velata in parlamento, scontro in Usa

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La maggioranza democratica alla Camera dei rappresentanti Usa ha recentemente promosso l’abrogazione di una norma del regolamento dell’assemblea giudicata “lesiva della libertà di culto”

Secondo gli esponenti progressisti, tale norma, la quale vieta ai deputati di recarsi nell’aula della Camera muniti di qualsivoglia copricapo, sarebbe “discriminatoria” nei confronti delle parlamentari democratiche di religione musulmana, ossia Rashida Tlaib e Ilhan Omar, in quanto impedirebbe a queste ultime di entrare nell’assemblea con indosso il velo tradizionale islamico.

La battaglia contro il divieto di indossare copricapi all’interno dell’emiciclo parlamentare, vigente nei confronti dei deputati Usa fin dal 1837, è stata promossa da importanti esponenti democratici, tra i quali figurano Nancy Pelosi, già speaker della Camera, e Jim McGovern, prossimo presidente della Commissione Regolamento costituita sempre presso tale assemblea. In particolare, Nancy Pelosi ha affermato che la proibizione introdotta nel 1837 costituirebbe una “palese violazione del primo emendamento della Costituzione”, relativo alla libertà di religione: “Ai cittadini americani è riconosciuto il diritto di manifestare la propria fede in ogni modo, anche attraverso l’abbigliamento. Di conseguenza, impedire a un parlamentare di esercitare pienamente tale libertà rappresenta una palese violazione del primo emendamento. Grazie alla maggioranza democratica alla Camera dei rappresentanti, le norme discriminatorie contenute nel regolamento verranno presto abrogate e i deputati potranno così manifestare pienamente i rispettivi credi, anche indossando l’hijab.”

L’iniziativa dei vertici democratici diretta a riformare il regolamento della Camera ha subito riscosso il plauso di Rashida Tlaib e Ilhan Omar. Quest’ultima, in particolare, aveva annunciato nei giorni scorsi di volere “violare apertamente” le controverse disposizioni regolamentari partecipando ai lavori dell’assemblea con indosso il proprio hijab. I repubblicani, al contrario, hanno apertamente criticato la battaglia promossa dalla maggioranza democratica alla Camera dei rappresentanti. Ad esempio, Kevin McCarthy, attuale capogruppo conservatore all’interno di tale assemblea, l’ha etichettata come una “campagna pro-Islam, diretta a legittimare la diffusione di comportamenti settari all’interno delle istituzioni nazionali.”

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E quindi, per assurdo, se dei deputati seguissero la religione del menga, che notoriamente prevede di girare nudi in pubblico, dovrebbero essere accontentati, altrimenti si lederebbero i loro diritti religiosi.

I padri fondatori americani non pensavano certamente a donne islamiche velate, quando hanno redatto la costituzione americana. Loro costruivano un paese per famiglie bianche. Anzi, a dire la verità per famiglie bianche anglosassoni.

Ma a parte questo, è l’ennesima dimostrazione di come la democrazia non possa resistere alla dis-omogenizzazione etnica della società. Una società è tenuta insieme dai valori condivisi, quando questi valori sono inconciliabili è la Jugoslavia.




Un pensiero su “Islamica vuole entrare velata in parlamento, scontro in Usa”

  1. Basta una sola di queste soldatesse ad avvelenare una democrazia.Tra l’altro la ‘signora’in questione per ottenere la carta verde si e’ sposata con il proprio fratello,gia’ residente negli USA.

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