Dibba contro i porti chiusi: “Non fermano i migranti”

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Un “fascista” particolare, lo definisce Alessandro Di Battista, che parla del padre dalle antiche simpatie destrorse in una intervista su Canale 9, nel corso della trasmissione Accordi & disaccordi, in cui come prima cosa gli chiedono proprio se lo imbarazza – lui, notoriamente vicino alla sinistra – il credo politico di papà Vittorio. «Mio padre provoca: è nel suo carattere, è una persona onesta, io lo stimo tanto perché mi ha insegnato questa irriverenza. Penso sia la persona più liberale, nel senso buono del termine, che io conosca: un fascista, come si definisce lui, che vuole che la Chiesa paghi l’Imu, un fascista d’accordissimo con le unioni civili, anti-imperialista, molto più amante del Che che di Berlusconi o Bolsonaro. Un personaggio molto particolare». Ma a cui, a quanto pare, non riconosce solo l’onestà ma anche un tratto politico tutt’altro che disprezzabile. Certamente meno di quello che scarica su Salvini, che Dibba invita a essere leale “altrimenti si torna a votare”.

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Se si torna a votare, Dibba:

Non si minaccia con la pistola scarica.

E sugli immigrati corteggia l’ala delle zecche rosse dei Cinquestelle: «Le persone non si fermano con i muri e i porti chiusi».

Peccato che le ‘persone’ siano state fermate con i porti chiusi in Italia e con i muri in Israele, Ungheria e ora anche a Tijuana.

Poi, per il futuro, prevede un M5S anche fuori dal Palazzo: «Il Movimento 5 stelle non deve mantenere il potere per sempre e io ne sono la dimostrazione vivente: a quest’ora sarei ministro, ma stiamo facendo un sacco di cose si stanno mantenendo e 9 su 10 sono iniziative del M5s…».




2 pensieri su “Dibba contro i porti chiusi: “Non fermano i migranti””

  1. E non ha detto: ” IO ero impegnato da speedy gonzales en Mexìco” altrimenti ve mostrar ìo como se far el pais…
    quel che avete mirato es nada…en confrondido acosa so far mì…

    Adelante todos a votar el minchionero…

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