Stiamo finanziando la natalità dei nostri invasori

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SE NON COMPRENDIAMO CHE QUELLA IN CORSO E’ UNA GUERRA DI INVASIONE CON ALTRI MEZZI, ABBIAMO GIA’ PERSO

Ad Einstein chiesero come sarebbe stata combattuta, lui rispose che non poteva saperlo, ma sapeva come sarebbe stata combattuta la quarta: con la clava.

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< Bene. Nemmeno lui con il suo genio poteva prevedere quello che sarebbe accaduto oggi. La terza guerra mondiale è demografica. E la stiamo perdendo. Si sta combattendo, non con i missili, e nemmeno con i kamikaze. Si combatte con le pance delle donne africane e musulmane. Sui barconi e nelle culle dei nostri ospedali: dove diamo il benvenuto agli invasori. [caption id="attachment_62743" align="alignleft" width="682"] LA TERZA GUERRA MONDIALE E’ GIA’ IN CORSO![/caption]

Non solo la stiamo perdendo. Ma stiamo finanziando le armi dei nostri nemici: li chiamiamo ‘aiuti umanitari’. Anzi, alcuni folli, parlano di ‘piano marshall africano’, come se il problema non fosse l’avere finanziato già abbastanza il boom demografico africano. Altri folli si oppongono al controllo delle nascite in Africa.

La fertilità mondiale si è dimezzata in generale dal 1950, ma nasconde una disparità: se i tassi di natalità declinano nei paesi ricchi, è boom nei paesi in via di sviluppo, secondo un nuovo studio pubblicato dalla rivista The Lancet: il numero globale di bambini per donna nel mondo è passato da 4,7 nel 1950 a 2,4 di oggi.

In dettaglio, 91 nazioni, principalmente in Europa e nelle Americhe, non hanno abbastanza nascite per mantenere la loro attuale popolazione. Il che non sarebbe un problema, vista la rivoluzione tecnologica, anzi, sarebbe un’opportunità di migliorare il nostro tenore di vita, con più spazio vitale.

Ma diventa un problema, davanti al boom demografico del sud del mondo: perché in Africa e in Asia i tassi di natalità sono in aumento, secondo lo studio dell’Istituto di Metrologia e di valutazione della salute (IHME, Università di Washington), un’organizzazione finanziata dai Gates.

Ha raccolto oltre 8.000 dati sanitari per analizzare il passaggio della popolazione globale da 2,6 miliardi di persone nel 1950 a 7,6 miliardi l’anno scorso. Cipro è la nazione meno fertile sulla Terra, con una sola nascita per donna in media, secondo i dati raccolti dall’Ime. D’altra parte, le donne in Mali, Ciad e Afghanistan hanno in media più di sei bambini e persino sette bambini in Niger.

Questo è grazie ai folli aiuti inviati dall’Occidente: stiamo finanziando il boom demografico di chi, poi, sale sui barconi. E’ demenziale: dovremmo, invece, finanziare un ferreo controllo delle nascite.

I responsabili di chi quello che sta avvenendo sono quelli che ci raccontano che i bambini africani muoiono di fame: non muoiono di fame. Ce ne sono anche ‘troppi’. E noi, con i nostri ‘aiuti allo sviluppo’, non facciamo che esasperare questo problema.

Questa guerra si combatte e si vince con tre mosse. Controllo delle nascite in Africa in stile cinese, o niente aiuti. Blocco militare lungo il Maghreb (anche loro sono sotto la pressione subsahariana). Robotizzazione della società occidentale.

Invece, mentre la terza guerra mondiale vera è in corso, i media di distrazione di massa ci raccontano di quella che, forse, potrebbe venire con la Russia. Una guerra immaginaria che non verrà.

Intanto, gli orchi sono alle porte. E molti sono già dentro. E anche quando sono dentro, diamo loro bonus per riprodursi. Siamo folli. Stupidi e folli. Ma possiamo ancora salvare la nostra terra, il nostro sangue, la nostra civiltà.




3 pensieri su “Stiamo finanziando la natalità dei nostri invasori”

  1. Questa l’ho trovata grazie ad un commento su un’altro sito: [it.wikipedia.org/wiki/Strategia_r-K]. Riassumento, la strategia “K” è la nostra, pochi figli cresciuti bene, cooperazione sociale, popolazione che raggiunge un equilibrio con l’ambiente e si stabilizza. La strategia “r” invece è la loro, molti figli in giovane età, scarse cure parentali, spietata competizione sociale, popolazione in crescita esponenziale fino a saturazione dell’ambiente.

  2. É evidente che quando la popolazione di un continente passa dai 300 milioni di abitanti del 1960 all’1, 1 miliardi di oggi, cioè in un cinquantennio, c’é qualcosa di abnorme e di davvero problematico.

    Che poi 1, 1 miliardi per un continente molto esteso come l’Africa, non sono poi così tanti, e dunque non esiste un problema di sovrappopolazione. Di fatti l’anomalia più grossa di queste migrazioni é rappresentata dal fatto che ci si sposta in massa da un’area sottopopolata verso una sovrappopolata, quale é l’Europa, quando in realtà, nella storia ci si é sempre spostati da aree sovrappopolate ad aree disabitate, come avvenne con le migrazioni verso le Americhe e l’Oceania.

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