Meluzzi attacca: “Funerale Desirée ignorato da istituzioni”

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Solo Giorgia Meloni ha testimoniato la presenza della comunità nazionale ai funerali di Desirée Mariottini, mentre le più alte cariche dello Stato erano assenti, perché popolavano i funerali del nigeriano morto incidentalmente in una rissa, di cui è stato assolto il presunto provocatore italiano”.

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“Le morte, ancorché stuprate, sono inevitabilmente vittime di seconda categoria. Devo dire che, anche con il governo gialloverde, l’assenza di autorità di governo non mi è piaciuta – prosegue -. Desirée ci ricorda che sono in circolazione per il Paese veri e propri mostri che dimostrano visivamente e praticamente quale tipo di spread di civiltà e di rispetto per la vita ci sia tra noi e l’Africa. Non è razzismo stabilirlo, ma basta confrontare ciò che accade in Nigeria o in Gambia con la nostra cultura illuminata da secoli di cristianesimo per capire quale immenso pericolo rappresentano i 700mila spostati senza lavoro e senza prospettive in circolazione per l’Italia, in balia della pedagogia delle mafie africane“.

Salvini non poteva andare, avrebbe portato con sé i centri sociali, e la memoria di Desirée sarebbe stata disonorata da quei dementi. Dovevano andare i rappresentanti istituzionali come presidenti di Camera e Senato e Mattarella, che di lavoro fanno solo questo: le statuine.

“Gli assalti ad un passante di colore e alla figlia atleta di un esponente della mafia nigeriana avevano suscitato appelli e servizi scandalizzati di telegiornali per intere settimane. La povera Desirée è stata coperta da un assordante silenzio che rivela quanti pochi anticorpi culturali ci siano nei confronti di tante ragazze esposte ad una barbarie che soltanto un migrazionismo selvaggio poteva creare – conclude Meluzzi -. Ci saremmo attesi che nell’Angelus di domenica, nel quale di solito Papa Bergoglio richiama tutti al dovere imperativo di un’accoglienza senza limiti, citasse Desirée, massacrata nella sua diocesi. Pamela e Desirée non saranno certamente state due Maria Goretti ma sono martiri, in quanto testimoni di una barbarie che soltanto la responsabilità delle classi dirigenti può avere creato nella nostra meravigliosa penisola, gettata a ponte da Dio tra l’Europa e l’Africa”.




Un pensiero su “Meluzzi attacca: “Funerale Desirée ignorato da istituzioni””

  1. Con tutto il rispetto, lo sdegno, il furore per la loro atroce fine e il sangue agli occhi verso il verminaio che ci infesta, è anche vero che se Pamela e Desirée, senza bisogno di essere due Maria Goretti, fossero state solo due adolescenti un po’ meno ‘evolute’, quello che è loro successo non sarebbe successo.
    Per cui, fino a che punto è da ritenersi un doveroso omaggio la presenza di rappresentanti istituzionali alle esequie?
    Buon per chi è certo di aver la risposta giusta. Io non lo sono.
    Altro discorso per l’hombre vestido de blanco e il suo vasto team.
    In ogni occasione, e non ne mancano di certo: “Cari fratelli e sorelle…”, “Siamo vicini a…”, “Preghiamo per…”, “Beati coloro che…”, etc, etc, etc… E domani è un altro giorno. Senza, naturalmente, alcun risultato se non il mantenimento vita natural durante degli addetti e del loro corposo – assai di frequente anche in senso fisico – apparato, come per ogni altra religione.
    Che, almeno ora, Pamela e Desirée riposino in pace.

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