Un disastro, sindaco Pd lascia 2 miliardi di debiti

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Un disastro. A portare la città al default obbligato sono i numeri del rendiconto 2016. Due, in particolare: un debito da 1,58 miliardi (una città con quasi 2 miliardi di debito!), e un disavanzo che supera il mezzo miliardo.

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Mentre sono solo 213, i milioni che ogni anno la rete della riscossione riesce a raccogliere dalle tasse locali.

I debiti reali del Comune, scrive il Procuratore generale delle sezioni riunite della Corte dei Conti che ha chiesto con successo di respingere il ricorso catanese contro il dissesto, sono circondati «dall’incertezza nella rappresentazione effettiva».

Tranne in un punto: la loro «continua evoluzione esponenziale», perché ogni volta che si aprono i faldoni dall’analisi delle carte esce nuovo passivo. In queste condizioni, condite dalla «grave violazione di norme e principi contabili» di cui dovrà interessarsi la Procura, il dissesto non si può evitare.

Ora Catania ha un nuovo sindao, Salvo Pogliese, di destra, che si è insediato a giugno. E ha trovato come eredità 2 miliardi di debiti.

Dal 2013, l’ufficio del sindaco era abitato da Enzo Bianco, Pd, già ministro dell’Interno del governo D’Alema, parlamentare per quattro legislature e sindaco della anche dal 1993 al 2000.

E si era anche ripresentato! Con questi alleati:

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E secondo le richieste portate a Roma da Pogliese nei giorni scorsi avrebbe bisogno di un aiuto da 400 milioni in tre anni. Soldi di tutti gli italiani, per i debiti fatti dal Pd.

Con altri debiti che la sinistra ha fatto da Napoli a Messina.

E’ tempo che il Sud si dia una svegliata e cacci i balordi che hanno governato per decenni. Portando al disastro le città meridionali e l’Italia intera.




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